Controllo per vedere se è ancora Down: «Giada non merita quell’umiliazione»

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«È un’umiliazione. Un ulteriore affronto a Giada e alla sua famiglia». Ennio Tessarin, presidente di Anffas Treviso, associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale, non usa giri di parole per inquadrare la storia di burocrazia all’italiana che ha come protagonista Giada Gennaro, 20enne di Monigo con sindrome di Down. Lei, diplomatasi a giugno all’alberghiero Alberini con 100 centesimi, non vede l’ora di lavorare. Il suo sogno è in una pasticceria. L’inserimento appena iniziato, però, è subito slittato. Prima, la commissione medica dell’Usl di Treviso deve verificare se ha ancora la sindrome di Down. Questo prevede la legge. «È una normativa stupida contro la quale ci battiamo da sempre – spiega Tessarin – è assurda perché problemi genetici come la trisomia 21 vengono certificati già dalla nascita». «Una vergogna – rincara la dose – ci piacerebbe sapere se le commissioni chiamate a valutare queste cose si facciano delle domande e se siano in grado di darsi risposte serene. Davanti a disabilità del genere io semplicemente mi rifiuterei di sedere in commissione»…

2 ottobre 2015

fonte IlGazzettino

AP