Usa, strage in un college: almeno 13 morti, ucciso il killer

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Ci sono anche 20 feriti. E’ successo alll’Umpqua Communitya Rosenburg, in Oregon. E’ una delle peggiori tragedie della storia della scuola americana.

L’ennesima strage in un campus universitario americano. Stavolta è il turno dell’Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, dove al termine di una sparatoria si contano a terra dai 13 ai 15 morti, oltre a una ventina di feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. Quasi tutte le vitime sono studenti, colti di sorpresa mentre stavano facendo lezione in classe.

Per loro nessuno scampo. Il killer – un ragazzo di 20 anni, forse uno studente che frequentava lo stesso campus – è entrato classe per classe. Ogni volta – secondo una prima ricostruzione – ha fatto alzare in piedi le persone all’interno chiedendo loro di che religione fossero. “Ha chiesto loro se fossero cristiani. Se la risposta era sì, gli sparava alla testa, se era no, gli sparava alle gambe”, ha raccontato una ragazza. L’omicida è quindi rimasto a sua volta ucciso nel corso dello scontro a fuoco ingaggiato con gli agenti di polizia intervenuti tempestivamente sul posto.

Altrimenti la tragedia avrebbe potuto assumere dimensioni ancora più drammatiche, visto che il killer aveva con se’ quattro pistole. Il bilancio provvisorio, comunque, dà alla sparatoria in Oregon un triste primato: quello di avere almeno eguagliato i morti della tragedia della Columbine School, resa nota dal film documentario di Michael Moore. Secondo quanto riferito dalla polizia, non è ancora noto il movente del gesto.

Non si sa se il giovane assassino soffrisse di disturbi mentali. E – riferiscono alcune fonti investigative – al momento sarebbe esclusa ogni ipotesi di terrorismo. Di sicuro c’è che ci si trova ancora una volta di fronte a una tragedia annunciata, visto che il giovane assasino avrebbe annunciato ieri sul web il suo piano.

Tra l’altro postando su Twitter un messaggio: “Domani non andate a scuola”. Un copione purtroppo già visto in molti altri casi. Così l’America fa ancora una volta i conti con l’impressionante scia di sangue provocata nel corso degli anni di tanti assassinii di massa: dal massacro della Columbine School a quello del campus di Virginia Tech, dalla strage di bambini della Sandy Hook Elementary School alla carneficina nel cinema di Aurora.

Il presidente Barack Obama, la cui stretta sulla vendita delle armi da fuoco è stata boicottata dal Congresso grazie al pressing della potente lobby della Nra (National Rifle Association) è stato immediatamente informato: “Affrontare il nodo della violenza delle armi da fuoco resta la sua priorità”, ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, poco dopo la duffusione della notizia sulla nuova sanguinosa sparatoria.

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Fonte Ansa

Roma, 1 ottobre 2015