Tangenti Saipem, prosciolti Scaroni ed Eni

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Il gup di Milano Alessandra Clementi ha prosciolto Paolo Scaroni ed Eni nel procedimento con al centro presunte tangenti versate da Saipem a pubblici ufficiali algerini. E’ stata rinviata a giudizio la società Saipem indagata per la legge 231.

Oltre a Scaroni e a Eni, è stato prosciolto anche Antonio Vella, ex responsabile della società per l’area del nordafrica. E’ stato dichiarato inoltre il non luogo a procedere per “difetto di giurisdizione” per un altro imputato. Sono stati rinviati a giudizio, invece, altri 7 imputati, tra cui la società Saipem. Il processo si aprirà il prossimo 2 dicembre alla quarta sezione penale del tribunale di Milano. Eni e Saipem erano indagate in base alla legge sulle responsabilità delle aziende per i reati commessi dai propri dipendenti. Al centro del procedimento una presunta maxi tangente da quasi 198 milioni di euro che secondo l’accusa sarebbe stata versata da Saipem a pubblici ufficiali algerini in cambio di appalti. Nelle scorse udienze i pm Fabio De Pasquale, Isidoro Palma e Giordano Baggio avevano chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Le difese avevano chiesto invece il proscioglimento.

“Eravamo certi della sua innocenza e siamo contenti per il fatto che il giudice abbia accolto le nostre richieste”. E’ il commento dei difensori dell’ex Ad di Eni, Paolo Scaroni, gli avvocati Alberto Moro Visconti ed Enrico De Castiglione, dopo il proscioglimento dell’ex numero uno del ‘cane a sei zampe’ nel procedimento che ha al centro presunte tangenti versate da Saipem a pubblici ufficiali algerini. Secondo i difensori, il gup “ha condiviso l’evidenza delle cose”.

Fonte Ansa

Roma, 3 ottobre 2015