Riforme: regge intesa Pd, ok a emendamento Finocchiaro. Ieri bagarre per gesti osceni di Barani a M5s

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Via libera alla proposta di modifica che recepisce l’accordo interno ai Dem e alla maggioranza sull’articolo 2, cuore della riforma. Ieri il senatore di Ala Lucio Barani ha fatto gestacci nell’Aula.

Regge l’intesa nel Pd e in maggioranza sulle riforme e passa l’articolo 2 della riforma modificato dall’emendamento Finocchiaro, frutto dell’accordo interno ai Dem. Ma non si placano le polemiche per il gesto osceno del verdiniano Lucio Barani nei confronti di uuna collega M5s con la sinistra Dem che invita Renzi a non amoreggiare più con l’ex braccio destro del Cav.

Il Senato ha approvato l’emendamento di Anna Finocchiaro all’articolo 2 che recepisce gli accordi interni ai Dem, sulla legittimazione popolare dei futuri senatori-consiglieri regionali. I sì sono stati 169, i no 93, 3 gli astenuti.

L’articolo 2 stabilisce che i Consigli regionali eleggeranno i futuri senatori tra i propri membri, e che “la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti”. L’emendamento di Anna Finocchiaro aggiunge che l’elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali deve avvenire “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge” elettorale che dovrà essere successivamente varata. L’approvazione è stata salutata da un lungo applauso della maggioranza.

Ok da minoranza Pd – “Hanno fondamento di razionalità le ragioni che abbiamo portato per sostenere questo articolo il progetto riformatore”: Lo ha detto in Senato paolo Corsini, senatore della minoranze del Pd, a cui il suo gruppo ha affidato l’annuncio del sì all’articolo 2 del ddl Boschi. Corsini ha sottolineato che questo articolo sulla composizione del futuro Senato, “è un compromesso”: “un compromesso – ha proseguito – non è la rinuncia alla propria identità, ma la ricerca di un punto che dia stabilità. E’ nel segno della tradizione liberale. Per nulla mi sconcerta il fatto che si sia giunti a un compromesso”. Dinanzi alle due impostazioni, l’una per il Senato delle Regioni e l’altra per il Senato delle garanzie, “si è trovato questo compromesso che costituisce un approdo ragionevole”.

Il senatore della minoranza del Pd, Corradino Mineo, ha votato – però – contro l’articolo 2 del ddl Boschi. “Questo compromesso pasticciato ha reso possibile una ritrovata unità del Pd, ma è un compromesso raggiunto fuori da questa aula, tagliando fuori le opposizioni, con Renzi che ha minacciato elezioni anticipate ed ha usato il taxi Verdini”.

Speranza, Renzi non amoreggi con Verdini – “Barani, Verdini & c. meglio perderli che trovarli. Renzi ha detto che vuole unire il Pd. Bene. La prima cosa da fare è smetterla di amoreggiare con certi personaggi”. Lo scrive, in un post su Facebook, l’ex capogruppo alla Camera ed esponente della minoranza Pd Roberto Speranza.

La bagarre di ieri: il senatore di Ala Lucio Barani fa gestacci osceni alla senatrice del M5S Barbara Lezzi. Secondo la descrizione che fa dell’accaduto il senatore Aldo di Biagio si sarebbe trattato del mimo di un rapporto di sesso orale. Paola Taverna (M5S) si appella al presidente Grasso affinché intervenga contro Barani e gli faccia chiedere scusa. Molte senatrici prendono la parola contro Barani e Grasso sospende la seduta per capire come si siano svolti i fatti. A sollevare la questione è stata Paola Taverna (M5s) che ha accusato Barani di aver fatto un gesto osceno verso la collega Barbara Lezzi: “Mi vergogno a rifarlo”, dice con voce alterata e, rivolta a Barani, urla “porco maiale”. Il presidente Grasso chiede allora spiegazioni a Barani, che però nega: “Io solo detto che dopo che avevano interrotto il senatore Falanga, ora lo abbiamo fatto parlare. Se loro lo vogliono interpretare male….vogliono buttarla in rissa. Se è stato interpretato male io mi scuso”. Ma la vicenda non si chiude qui.

Il capogruppo di M5s attacca: “Questa gente quella cosa la riceverebbe davvero fuori di qui, ma dal popolo”. Finalmente Grasso dà la parola a Barbara Lezzi, che indignata, insiste sul gesto “volgare e scurrile” che avrebbe compiuto il capogruppo di Ala. “Quando chiederà scusa, riprenderemo, senno’ di Costituzione non si parla. Chieda scusa”. L’aula è in subbuglio e anche altre senatrici di altri gruppi attaccano Barani. Erika Rossi della Lega spiega di aver visto il gestaccio e invita con fermezza a chiedere scusa. Ma Barani si trincera dietro la propria “onorabilità”: “Non ho fatto alcun gesto”, ripete. A questo punto è Cinzia Bonfrisco, che con Barani ha condiviso la militanza nel Psi, a incalzare: “L’aula deve essere difesa, non deve essere un bivacco. Io prego il senatore Barani di chiedere formalmente scusa per questo gesto inqualificabile”. E poi alzando il tono della voce lo apostrofa: “E si tolga quel garofano (che Barani porta sempre nel taschino della giacca ndr) che fa rivoltare nella tomba i socialisti. Togliti quel garofano che sei un pagliaccio”. Anche la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli (Pd), stigmatizza l’accaduto e avanza una richiesta a Grasso: “Il Consiglio di presidenza valuti, gesti e parole spesso offensive che in questa aula vengono rivolte alle donne”. Grasso assicura che convocherà il Consiglio di presidenza, luogo deputato per la materia disciplinare, dove “verificare in maniera documentato” l’accaduto. Ma è costretto a sospendere per dieci minuti i lavori per far calmare gli animi.

Grasso convoca ufficio presidenza lunedì – “D’ora in poi, visto che l’escalation e arrivata al punto di minare la civile convivenza, il rigore sarà assoluto”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, annunciando la convocazione dell’ufficio di presidenza per lunedì alle 13, per esaminare il gesto osceno di Barani.

 

Fonte Ansa

Roma, 4 ottobre 2015