“Altro che cena di lavoro…” Il ristoratore accusa Marino

Il sindaco spende 120 euro alla Taverna degli amici. Ma è in compagnia della moglie. E ordina un vino da 55 euro

 

marino

L’accusa è pesantissima. Perché dà l’idea precisa dell’andazzo capitolino. Uno dei titolari della Taverna degli amici, ristorante in piazza Margana e a poco più di cento metri dalla scalinata del Campidoglio, accusa apertamente Ignazio Marino: “Il 27 luglio 2013? Con la moglie.

Era con la moglie, come no… Marino è venuto qui una sola volta”.

I pm hanno aperto un fascicolo sulle spese di rappresentanza del sindaco a seguito degli esposti presentati da M5s e Fratelli d’Italia. Per ora senza indagati nè ipotesi di reato. Ma la mossa obbligata dei magistrati romani è destinata a tenere accesa la polemica politica sull’uso della carta di credito del Campidoglio da parte di Marino. E anche la Corte dei Conti indaga, dopo aver ricevuto esposti da M5S e Lista Marchini. L’operazione trasparenza del sindaco non è servita, quindi, a granché. Anzi, ha gettato nuove ombre sulle spese pazze del Campidoglio. Quella alla Taverna degli amici è sicuramente una di queste. Marino ha pagato con la carta di credito 120 euro. Ma, Maurizio, il proprietario del locale, ricorda con precisione l’etichetta del bianco che ha servito e a Repubblica racconta: “Mi ricordo pure quello che ha preso. Il vino mi ricordo. Una bottiglia da 55 euro. Era uno Jermann vintage tunina”.

La nota allegata alla ricevuta spiega che il sindaco ha cenato alla Taverna degli amici con un rappresentante della World health organization. Ma il ristoratore è sicurissimo che avesse cenato con la moglie. Se lo ricorda persino il cuoco, Nazario. “Se c’è una spesa intestata al Comune, ci dovrebbe essere anche una fattura – spiega Maurizio – dovrei vedere la ricevuta. Fammela vedere. Ecco il vino: 55 euro. Coperto per due, è scritto sulla prima riga della fattura. E l’unica volta che ho visto Marino in questo ristorante era con la moglie, era seduto a quel tavolo là (il proprietario del ristorante indica un tavolino all’aperto, protetto da un dehors e una siepe verde, ndr)”. Poi continua: “Mi ricordo anche che a prenotare nel pomeriggio è venuta proprio la moglie del sindaco. Non ha chiamato al telefono, è venuta di persona. Quando ha detto ‘Marino per due’, ho pensato subito ‘sarà la moglie del sindaco’. Infatti era lei, passava di qua e si è fermata per prenotare”

Il titolare della Taverna degli amici si ricorda molto bene dell’etichetta di vino ordinata dal sindaco perché “non è una bottiglia da tutti”. “Non si bevono tutti un vino da più di 50 euro – racconta ancora a Repubblica – è un bianco, un vino importante. Non è tra i più costosi in assoluto, certo, ma vintage tunina è un vino buono. La Jermann poi fa tutte ottime bottiglie. È il penultimo in ordine di costo. C’è una bottiglia da 25, poi da 55 euro. E poi i prezzi salgono. Quando mi hanno detto che qualcuno lo aveva ordinato, ho chiesto subito ‘per chi è ‘sto vino?’. Poi ho pensato ‘hai capito come si tratta il sindaco?’. Me lo ricordo come se fosse oggi”.

7 ottobre 2015

fonte IlGiornale