“I messaggi WhatsApp si possono modificare” L’allarme di un esperto

WhatsApp, arrivano le chiamate vocali: i rumor si diffondono in Rete

In un’indagine giudiziaria, come anche in un processo, sono molte le fonti di prova, o le prove vere e proprie, che possono essere utilizzate per l’accertamento della verità.

Da quando gran parte delle comunicazioni avviene per via telematica (si pensi alle mail o ai sistemi di messaggistica online), anche queste ultime sono state ammesse nelle aule dei tribunali. Pensate all’uso diffuso e capillare di un’applicazione come WhatsApp.

Ebbene, proprio in merito a WhatsApp, Javier Rubio, ingegnere e perito informatico di Madrid, lancia un avvertimento: i messaggi scambiati su questa piattaforma potrebbero essere modificati facilmente dal mittente – che, magari, cerca di nascondere o alterare un fatto – senza che il destinatario se ne accorga. In un articolo pubblicato su una rivista specializzata, ha illustrato i passaggi tecnici che spiegano come cambiare il contenuto di un messaggio, in maniera del tutto semplice e insospettabile.

«I testi alterati possono risultare perfettamente autentici e, anche in presenza di una perizia realizzata da un informatico, non se ne accorgerebbe nessuno» assicura l’ingegnere spagnolo, aggiungendo che «la possibilità di cambiare il contenuto di un messaggio così tanto facilmente genera un’insicurezza molto alta nelle comunicazioni tra le persone, non solo in sede di procedimento giudiziario».

Ma vediamo più nello specifico come è possibile eseguire questa operazione. Innanzitutto, c’è da dire che la banca dati dell’app è cifrata in crittografia simmetrica: ciò vuol dire che si utilizza la stessa “chiave” per codificare e decodificare il database posto nella directory (e di facile accesso). Tuttavia, la banca dati originale (usata per conservare i messaggi inviati e ricevuti) non è codificata: per accedervi, il cellulare deve essere configurato come “super user” o privilegiato, in modo da avere accesso a tutte le funzioni del terminale, cosa che risulta relativamente facile anche per utenti non esperti (in rete è possibile trovare vari tutorial che illustrano la procedura).

Una volta ottenuto l’accesso al database originale, si eseguono una serie di comandi per accedere alla banca dati di WhatsApp. Quindi, ci si muove nella directory per identificare la conversazione che si intende modificare; con un altro comando, si procede a trasferire su Windows la banca dati dell’applicazione, dopo aver realizzato una copia di sicurezza dei messaggi. Con il programma adatto, il database di WhatsApp si apre in Windows. Sarà un gioco da ragazzi risalire ai messaggi originali e cambiarne il contenuto. E, avverte ancora Rubio, così come è possibile modificare testi inviati e ricevuti, allo stesso modo si potranno creare dal nulla messaggi mai inviati.

7 ottobre 2015

fonte Corriere Adriatico

AP