Gerusalemme, palestinese pugnala passanti ebrei

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Torna la violenza nella Città Vecchia di Gerusalemme. Secondo i mass media online, una palestinese ha pugnalato due passanti ebrei alla Porta dei
Leoni, uno dei quali ha reagito sparandole. La polizia sta accertando l’accaduto. La donna sarebbe ferita in modo molto grave.

Secondo la polizia israeliana l’attacco è stato lanciato da una “terrorista”. La donna ha pugnalato nella Città Vecchia un ebreo di 35 anni che ha
estratto la pistola l’ha colpita. La polizia ha confermato che la donna è ricoverata in condizioni “gravi”. La stampa parla di un’altra persona rimasta ferita nell’attacco.
Un portavoce militare ha precisato che in un rione di Gerusalemme est sono state demolite le case di Muhammad Nayef Javis (che nell’agosto 2014 provoco’ la morte di un israeliano travolgendolo con una ruspa) e di Abu Jamil Jassan (che nel novembre 2014 partecipo’ ad una strage in una sinagoga dove cinque persone furono uccise). Entrambi gli attentatori erano stati uccisi a loro volta da agenti sopraggiunti per neutralizzarli.

La casa murata appartiene a Muattaz Hijazi, un palestinese che nel novembre 2014 attento’ alla vita di un rabbino esponente di un movimento israeliano di estrema destra attivo nella Spianata delle Moschee. Anche Hijazi fu ucciso allora dalla polizia.

Le demolizioni delle case sono state ordinate dal ministro della difesa Moshe Yaalon nel contesto di misure straordinarie adottate la scorsa notte per far fronte ad una ondata di violenza in Cisgiordania e a Gerusalemme. Fra l’altro sono stati approvati l’invio di rinforzi di polizia a Gerusalemme e l’emissione di arresti amministrativi (preventivi) per elementi giudicati ”sovversivi”.

Israele: opposizione, Netanyahu si dimetta – “Netanyahu e il suo governo hanno fallito miserevolmente sulla situazione di sicurezza. Dovrebbe dimettersi”. Lo ha detto il capo dell’opposizione israeliana, il laburista Isaac Herzog secondo cui le decisioni del premier “sono stantie e non contengono nulla se non la preservazione dell’attuale situazione”. Herzog, in un’intervista al sito Ynet, ha detto di “sostenere ogni passo” necessario a sconfiggere il terrorismo e di “essere per misure forti”. “Il problema è che qui non c’è orizzonte che possa cambiare la situazione” ha poi aggiunto sottolineando la necessità di “passaggi” importanti come un incontro con il Re di Giordania, il presidente egiziano e quello palestinese

Cisgiordania, sopralluogo Netanyahu su luogo attentato – Benyamin Netanyahu ha compiuto un insolito sopralluogo in Cisgiordania, nel luogo vicino a Nablus dove il 1 ottobre una coppia di israeliani e’ stata uccisa da attentatori palestinesi, poi risultati membri di una cellula locale di Hamas. Il premier era accompagnato dal ministro della difesa Moshe Yaalon e dal capo di Stato maggiore gen. Gady Eisenkot. Al termine del sopralluogo il premier ha anticipato che la protezione degli israeliani in transito nelle arterie della Cisgiordania sarà rafforzata in vario modo, inclusa la utilizzazione di una rete di “telecamere a terra e in cielo”. Netanyahu ha aggiunto di essere determinato a debellare la “campagna di istigazione fomentata da Hamas e dall’Anp, e prima ancora dal Movimento islamico in Israele”. Al tempo stesso ha garantito che lo status quo nella Spianata delle Moschee non sarà alterato. Il premier ha poi chiesto ai coloni della Cisgiordania di dar prova di “responsabilità”: un appello implicito ad astenersi da violenze nei confronti dei palestinesi che – come ha confermato il generale Eisenkot – rendono ancora piu’ complesso il compito delle forze armate in Cisgiordania. “Sono convinto che spezzeremo questa ondata (di violenze, ndr) così come abbiamo spezzato quelle passate” ha concluso Netanyahu

Abu mazen, non vogliamo escalation tensione – Diremo loro che non vogliamo un’escalation militare nè di sicurezza”. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) in un incontro dell’Olp sull’attuale tensione con Israele. “Le nostre istruzioni – ha aggiunto citato dalla Wafa – alle nostre forze, ai partiti e alla gioventù é che non vogliamo un’escalation”.

 

Fonte Ansa

Roma, 08 ottobre 2015