Il giullare Crozza ora infanga i marò

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La battuta: “L’ultima volta che gli italiani hanno sparato sono morti due pescatori” SARCASMO c’è chi si diverte dicendo “impiccateli”PERIZIE Le prove dimostrano la loro innocenza.

«Condannati per innocenza, ancor prima di un processo che non avrebbe mai dovuto avere luogo»: il tweet di una internauta fotografa l’ennesima polemica sui fucilieriMassimiliano Latorre e Salvatore Girone, oggetto di una sconcertante battuta di Maurizio Crozza, nel talk “Di Martedì” di Giovanni Floris. «L’ultima volta che dei militari italiani hanno sparato un colpo, abbiamo ucciso due pescatori in India»: questa l’insensata freddura del comico, accompagnata dalle risate del pubblico in studio. Il riferimento ai militari al centro della querelle con l’India da oltre tre anni si inquadrava in un monologo nel quale Crozza puntava a rendere caricaturale l’immagine delle forze armate italiane: «Non siamo fatti per mostrare i muscoli, ai russi glielo dici la mattina e il pomeriggio sono in Cecenia… Gli americani, pur di schiacciare il grilletto tra una guerra e l’altra, hanno addirittura inventato i college». Poi la battuta sull’ambiguità internazionale italiana: «La nostra politica estera degli ultimi 50 anni è stata quella della trattativa, dell’accordo. Con Arafat, Gheddafi, Saddam Hussein… Il nostro gesto tipico non è mai stato questo (ha mimato il mitragliare ndr) ma questo (la simulazione della conta del denaro)».

Lo sketch di Crozza ha indignato le famiglie dei marò. «Se il comico parla così, sicuramente non è informato, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi. Non è bello, anzi è assurdo, che dopo tre anni e mezzo ci sia ancora chi si esprime senza cognizione di causa su una vicenda così delicata. Si è trattato di una battuta non rispettosa nei nostri confronti e soprattutto verso Salvatore Girone che è ancora bloccato in India»: Paola Moschetti Latorre, compagna di Massimiliano, ha censurato con fermezza l’ennesima offesa ai due militari innocenti. «I marò sono innocenti, ingiustamente trattenuti e detenuti dall’India da 1.326 giorni, non meritano ironie, battute ed offese»: questa è stata la difesa di Elio Vito di Fi. Di «fuoco amico» da parte di Crozza ha parlato Ignazio La Russa di Fdi, puntualizzando che «colpisce alle spalle chi già sta pagando senza alcuna colpa la ignavia dei nostri governi». Duro il Cocer della Marina: «Ci attendiamo una presa di posizione da parte del ministro della Difesa». Contro una performance satirica «ingiustificata e inaccettabile» si è espresso il generale Mauro Del Vecchio. Il clamore delle proteste ha contagiato anche il Pd e così Francesco Saverio Garofani, presidente della Commissione Difesa della Camera, ha invitato Crozza a scusarsi. Meglio tardi che mai.

Michele De Feudis

Fonte Fonte Il Tempo

Roma, 08 ottobre 2015