Riforme: Senato, c’è l’accordo ma appello al Colle delle opposizioni

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Riforme: con la maggioranza che resta sul filo, le opposizioni guardano al Colle più alto e si appellano a Mattarellaperchè intervenga sul provvedimento. Intanto è braccio di ferro nel Pd sull’articolo riguardante lo stato di guerra con 14 senatori Dem che votano in dissenso dal gruppo.

La minoranza Dem ritira tutti gli emendamenti presentati all’art.21 del ddl Boschi, quello che riguarda il quorum per l’elezione del presidente della Repubblica. Lo annuncia in Aula Miguel Gotor dopo la riunione del Pd in cui è stato raggiunto un accordo su questa norma e su quella transitoria.

Romani, Fi invierà lettera-appello a Mattarella – Fi invierà la lettera-appello al presidente della Repubblica rispetto alle “tante forzature avvenute in questi giorni”. Lo afferma il capogruppo Fi, Paolo Romani, che spiega: “Se siamo ancora in tempo la manderemo assieme” alle altre opposizioni, “se non siamo più in tempo la manderemo noi”.

IL BALLETTO DEI NUMERI – Il primo voto sul ddl Boschi vede la maggioranza a quota 145, uno dei risultati più bassi da quando si è cominciato ad esaminare il testo. Si trattava di un emendamento soppressivo all’art.12 che è stato bocciato con 145 no, 75 sè e un astenuto. Nelle votazioni successive la maggioranza oscilla tra i 145 e i 148. L’articolo 12, quello che riscrive l’art.72 della Costituzionedisciplinando l’iter di un progetto di legge nella sorta di nuovo bicameralismo che si sta delineando, è passato con 168 si, 103 no e 4 astenuti. Approvato anche l’articolo 13 con 170 sì.

BRACCIO DI FERRO SULL’ARTICOLO – L’emendamento della senatrice della minoranza Dem Nerina Dirindin al ddl Boschi divide il gruppo Pd al Senato. In 14 votano a favore della proposta di modifica che vorrebbe la delibera sullo stato di guerra votata a “maggioranza assoluta dei componenti”, mentre in 5 non votano. In soccorso della maggioranza poi votano 28 forzisti. L’emendamento, poi bocciato, chiedeva che fosse la maggioranza assoluta dei componenti a deliberare lo stato di guerra. Nel testo attuale della norma si parla solo di “maggioranza assoluta” senza specificare se dei componenti o dei votanti.

 

Fonte Ansa

Roma, 08 ottobre 2015