Donne coraggiose afghane pedalano per affermare i propri diritti. Prevista l’anno prossimo l’uscita di un documentario su di loro.

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La bicicletta: un simbolo di affermazione di indipendenza e di libertà. Da sempre considerata un mezzo alla portata di tutti, economico, pratico, leggero e pacifico. Purtroppo sono ancora molti i paesi che vietano alle donne di andare in bicicletta. L’Afghanistan era uno di
questi, quando il regime dei talebani era ancora in vigore. Oggi, con la Repubblica Islamica dell’Afghanistan, le cose sono cambiate ma la situazione ancora molto instabile, non ha sensibilizzato tutti gli uomini al potere e non, ancora legati ai vecchi divieti imposti dalla Sharia. Nonostante tutte le difficoltà, ci sono donne che montano in sella e girano per le strade del Paese in segno di sfida e di forte volontà per ottenere una svolta: per se stesse e di conseguenza per tutte le donne del Paese. In uscita l’anno prossimo un documentario, Afghan cycles, in cui la regista Sarah Menzies ha deciso di raccontare la vita di donne afghane molto giovani, che, spinte dal coraggio, pedalano, nella speranza di “arrivare” dove vogliono. Una sfida sì, ma non solo. Queste donne vivono, sono felici e provano tutti i benefici dello sport e usano la bici anche come mezzo per raggiungere i luoghi che desiderano. Sarah, che iniziò il documentario nel 2013, spera di avere un audience disposto ad ascoltare, appoggiare queste lottatrici e contribuire, come lei, ad un cambiamento.

DI Valentina della Rocca

Roma, 22 ottobre 2015