Caso Bindi, bufera su De Luca: “Indegno di stare nel partito”

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È vittima del fuoco incrociato di amici e nemici, il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri sera a Lilli Gruber nel corso di Otto e mezzo.

In una nota congiunta il vicepresidente della commissione Antimafia Claudio Fava, il vicepresidente della commissione senatore Luigi Gaetti, il capogruppo M5S della commissione Francesco D’Uva, il capogruppo di Scelta Civica Andrea Vecchio e il capogruppo Sel Celeste Costantino hanno espresso tutta la loro solidarietà nei confronti della presidente Bindi dichiarando che “”le accuse mosse dal presidente della regione Campania De Luca nei confronti della presidente della commissione antimafia Rosy Bindi sono ridicole nel merito e offensive nel tono. La scelta di rendere noti i nomi dei candidati non in regola con le prescrizioni del codice di autoregolamentazione, che tutti i partiti avevano approvato, è stata una decisione voluta e condivisa dall’intero ufficio di presidenza. De Luca lo sa bene, ma preferisce affidare il suo risentimento a periodiche e grossolane invettive rivolte alla presidente della Commissione”.

Ma oltre che dai componenti della Commissione, le critiche arrivano anche dagli stessi membri del Pd. “Le parole con le quali il presidente della Regione Campania, De Luca, ha risposto alla richiesta di specificare cosa rimproveri a Rosy Bindi, sono volgari, vergognose, miserabili.”, ha detto il deputato Pd Marco Meloni, che auspica che “il segretario Matteo Renzi e gli organismi di garanzia del PD chiariscano che una persona, un “personaggetto” verrebbe da dire, se non fosse che non c’è niente su cui scherzare, che usa questo linguaggio e questi argomenti, nei confronti di chiunque lo faccia, chiaramente, non è degno di far parte della comunità dei Democratici”.

Fonte IL GIORNALE

Roma, 29 ottobre 2015