Marquez ha rallentato Vale: i documenti che lo provano

Dai dati pubblicati sul sito della MotoGp la conferma che Rossi aveva ragione: “Marquez faceva di tutto per rallentarmi”

calciovalentinorossi

Chi ancora crede alla favola di un Marc Marquez innocente, che non ha fatto tutto ciò che era (lecitamente) possibile per ostacolare Rossi, dovrà ricredersi.

Perché per sfatare ogni dubbio basta andare a guardare i dati. IlGiornale.it lo ha fatto.

Dopo la il Gp in Australia, vinto da Marquez, Valentino in conferenza stampa si disse certo che lo spagnolo stesse giocando sporco, favorendo Lorenzo nella corsa al mondiale. Aveva ragione.

Anche in Malesia, come si evince dalle immagini, Marquez ha rallentato Rossi: abbassava la velocità anche di un secondo quando era dietro a Vale e poi accelerava per superarlo di nuovo e “tenerlo lontano” da Lorenzo. Da questo comportamento è nata la “reazione” di Vale. Il precedente, però, è proprio nel Gp di Philip Island in Australia.

Tutta la gara è stata guidata da Lorenzo, che non è mai sceso andato oltre 1’29”. Marquez, Rossi e Iannone, intanto, facevano a sportellate poco distanti. Ebbene, come è possibile valutare dai documenti che pubblichiamo qui sotto, Marquez più di una volta ha rallentato Iannone e Rossi, correndo agli ultimi giri a bassa velocità.

Scaricate i file che trovate in allegato (Marquez sottolineato in blu, Rossi in giallo) e partiamo dal 19°giro. Fino ad allora Marquez aveva sempre girato costantemente sotto il 1’30”, ma dal 20° comincia a togliere il gas i tempi si allungano fino a 1’30.202. Nella MotoGp è un’enormità, considerando che Valentino Rossi (che era dietro a Marc) stava cercando di recuperare terreno su Lorenzo. Logica motociclistica avrebbe suggerito a Rossi di accodarsi a Marcquez (che su quel circuito detiene il record mondiale), seguire la sua scia e raggiungere Lorenzo.

Il problema è che Marquez non stava spingendo. Anzi. Rallentava – a quanto pare – per favorire Lorenzo. Solo al 25° giro, quando Valentino passa davanti, Marc migliora i suoi tempi (registrando un 1’29.658 nel lap 26) e tornando davanti. Strano? Molto, e l’ha detto anche Iannone. Infine, all’ultimo giro Marquez accelera fino a guadagnare 1 secondo e – guarda caso – Lorenzo (che non era mai sceso sotto 1’29,8) proprio all’ultimo giro rallenta, gira a 1’30.307 e si fa superare da Marquez. Ad essere maliziosi si potrebbe pensare che fosse quasi una merce di scambio.

Passiamo alla gara conclusasi con la caduta di Marquez e la squalifica di Rossi: il Gp di Sepang. Da diversi video si evince che Marquez abbia commesso numerose scorrettezze per rallentare Valentino.

Le conferme arrivano dai dati. Per valutarli bisogna ovviamente guardarli insieme al video. E’ normale che quando Marc e Valentino hanno ingaggiato la bagarre con numerosi sorpassi i loro tempi si siano ridotti. Ma Rossi è obbligato a superare Marquez perché i suoi giri sono troppo lenti.

Il pilota spagnolo aveva conquistato il secondo posto nelle qualifiche con 1’59”462, ma in gara registra tempi enormemente maggiori. “Faceva apposta a rallentarmi – ha detto alla conlusione della gara Valentino Rossi – Anche in rettilineo non andava a tutto gas”. Ecco le prove: 2° giro a 2’00.818, 3° a 2’02.003, 4° a 2’01.127, 5° a 2’02.107 e 6° a 2’01.938 . Con Rossi sempre dietro o impegnato a superarlo. Troppo lenti per sperare di recuperare Lorenzo che girava, indisturbato, con tempi che oscillavano tra 2’00.606 e 2’01.335.

Poi, al settimo giro, la caduta diventata ormai famosa. E quella squalifica per Vale che sa di beffa: solo un miracolo potrà cancellare tutto e rendere vani gli sforzi (antisportivi) di Marquez per rallentare Rossi. Sperare, però, non costa nulla.

 

28 ottobre 2015

fonte IlGiornale

AP