Quattro banche italiane a rischio fallimento, se hai il conto in una di queste rischi i tuoi soldi

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“Quattro banche italiane verso il crac”. L’allarme – che aggiorna una precedente allerta riguardante solo tre istituti – è stato lanciato stamane, mercoledì 28 ottobre 2015, dalle pagine del quotidiano Libero che ha disegnato uno scenario oscuro per il mondo del credito nel nostro Paese.

A spaventare gli analisti è soprattutto l’effetto a catena che potrebbe innescarsi dal fallimento di una banca nazionale con le conseguenze che, inevitabilmente, finirebbero per travolgere i risparmiatori.

LE BANCHE A RISCHIO – Gli istituti che rischierebbero grosso sarebbero – stando all’allarme lanciato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti per le quali, comunque, sarebbe al vaglio un piano di salvataggio da parte dei grandi gruppi bancari capitanati da Intesa e Unicredit disposti al sacrificio per evitare un disastro finanziario da 12 miliardi di euro.

Tutto parte dall’audizione, nel pomeriggio di ieri alla Camera, del presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi – Salvatore Macccarone – che ha parlato senza mezzi termini di rischio “Corsa agli sportelli” e “Fuga dai depositi”.

I RISCHI PER I CORRENTISTI – A suscitare perplessità è il sistema del Bail in, la fattispecie introdotta dalla nuova normativa europea che prevede, in caso di fallimento di un istituto, la partecipazione economica dei titolari di azioni e obbligazioni e – in seconda battuta – di conti correnti con somme superiori ai 100mila euro.

LO SCENARIO FUTURO – Maccarone ha spiegato che il “fallimento di quattro banche sarebbe un danno per tutto il sistema perché al venir meno della fiducia dei clienti si verificherebbe uno scenario grave considerando il coinvolgimento anche di altre banche in difficoltà tenue”. Per quetso le banche sane (e forti) sarebbero pronte a versare una cifra vicina ai 2 miliardi di euro per salvare gli istituti con i conti in rosso.

LA NORMATIVA EUROPEA – E’ bene ricordare che le regole europee entreranno in vigore dal 1 gennaio 2016, anche se non ufficialmente recepite dall’Italia, e dunque salvare gli istituti potrebbe rivelarsi anche una vera e propria corsa contro il tempo. C’è poi da considerare che – se le cifre ipotizzate saranno confermate – la somma del salvataggio coprirà solo 2 dei 12 miliardi che le banche dovranno restituire (prima o poi) ai propri clienti.

28 ottobre 2015

fonte italiaora