Tre funzionari pubblici in manette

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Per evitare “intoppi” chiedevano tangenti negli appalti destinati al Corpo forestale della regione Sicilia e non solo; così tre funzionari pubblici sono finiti in manette e devono rispondere dei reati di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

L’operazione chiamata “Black list” della Squadra mobile di Palermo ha messo fine all’attività illegale dei tre che nel giro di poco tempo avevano racimolato una grossa somma di denaro su appalti banditi dalle amministrazione regionali.

Due dei tre sono legati all’appalto relativo all´ammodernamento del sistema di radiocomunicazione del Corpo forestale della regione Sicilia, compresa l´installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette; mentre un altro funzionario è implicato nell’acquisto di un sensore da installarsi sui mezzi ferroviari italiani.

Entrambi gli appalti erano stati vinti dallo stesso imprenditore che in poco tempo era stato costretto a versare grosse somme di denaro e ad assumere delle persone di “famiglia” per riuscire a mandare a buon fine la sua attività.

L’indagine ha consentito agli investigatori di recuperare un vero e proprio libro mastro delle tangenti, in cui lo stesso imprenditore annotava con meticolosa cura cronologica i vari esborsi effettuati ai funzionari in questione.

 

PALERMO, 31 ottobre 2015