Il figlioletto muore investito, papà a scuola per consolare i compagni

Eseguito l’espianto multiorgani: tanti salvi grazie al piccolo. L’altro fratellino e la mamma, investita per salvare i figli, fuori pericolo. Polemiche sulla strada. Domenica i funerali

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E’ stato completato l’espianto degli organi del piccolo Lorenzo Vanzi, il bambino di dieci anni morto dopo il terribile incidente a Montevarchi dell’altra sera. Un espianto multiorgani, si sa solo che diverse vite saranno salvate grazie al gesto di generosità della famiglia, che ha dato la disponibilità al trapianto. Una volta ottenuto il consenso dei genitori, lo staff del Meyer ha lanciato l’allerta in tutta la penisola e nel capoluogo di regione sono arrivate le equipe mediche di vari centri ospedalieri italiani che si sono alternate in sala operatoria per tutta la notte.Domenica si terranno i funerali del piccolo nella chiesa di Santa Maria al Giglio, mentre già da oggi sarà aperta la camera ardente.

Una tragedia che ha segnato nel profondo Montevarchi. Occhi rossi e silenzio nella scuola del bambino, la vicinanza di tanta gente, alcune mani hanno lasciato dei fiori nel luogo dell’incidente, che tra l’altro è proprio davanti alla casa colpita da una tragedia davvero pesantissima.

Allegro e vivace, la passione per il motocross, un amico di tutti. Così lo ricordano i compagni di scuola, della classe 5a B della primaria «Don Milani» nel quartiere Peep. Hanno tappezzato l’aula, che sarà dedicata a Lorenzo, di disegni delle moto tanto amate, accanto a cuori e pensieri toccanti: «Girando per il plesso – ha ricordato la dirigente del comprensivo Chiara Casucci – si vedono sguardi velati dalle lacrime, volti increduli di compagni, maestre, custodi. I bimbi hanno scritto «eravamo 25 alunni e restiamo 25» e hanno deciso di occupare a turno il suo banco che non sarà mai vuoto». Una presenza delicata, con il personale della scuola molto attento a rimanere vicino ai compagni del bambino.

Ieri alla «Don Milani» è arrivato anche il babbo Simone per confortare gli amici del suo bimbo e dell’altro figlio che frequenta le medie nello stesso istituto. Gabriele ieri è tornato a casa, mentre la mamma è ancora ricoverata alla Gruccia. E qui è atteso oggi il ritorno di Lorenzo. Il magistrato inquirente, infatti, ha rilasciato il nulla osta per riconsegnare la salma ai familiari che hanno deciso di far allestire la camera ardente, aperta dal primo pomeriggio, nelle cappelle mortuarie del monoblocco.

Toccante il ricordo del presidente del Motoclub Alessandro Mugnaini: «Il grave lutto che ci ha colpiti oggi – ha scritto – ci lascia senza parole, distrutti. Piccolo Lorenzo rimarrai sempre in noi. Guardaci dal cielo e corri veloce tra le nuvole».

Dieci anni, la vivacità e l’entusiasmo di un bambino che amava tanto lo sport. Una promessa del motocross,la passione che condivideva con il fratello Gabriele di tre anni più grande e con l’intera famiglia. Il babbo Simone Vanzi, impiegato all’Abb di Terranuova, era anche diventato consigliere del Motoclub «Brilli Peri», si occupava del progetto «Scuola di minicross» per avvicinare le giovani generazioni a una pratica sportiva in sicurezza. Soprattutto era il primo tifoso dei suoi figli nelle gare con le minimoto, mentre la mamma Emanuela dava una mano dietro le quinte, magari preparando qualche spuntino per i centauri in gara sul circuito di Miravalle.

Era stata dichiarata la morte clinica giovedì sera, dopo alcune ore di sostanziale morte cerebrale. Il Pegaso era stato allertato, rimasto bloccato per il maltempo.

Terribile la  dinamica che mette in risalto il disperato gesto della madre. la donna, quarantenne, arriva in auto e lascia i figli sulle strisce davanti a casa, perché attraversino mentre lei parcheggia, ma sopraggiunge una macchina guidata da una montevarchina che non si accorge dell’attraversamento pedonale e impatta sui ragazzini. la madre si getta sulla strada nel disperato tentativo di salvarli ma  una seconda auto, poi tamponata da un quarto mezzo, investe anche lei.

Alle spalle una strada bloccata e a lungo chiusa. E una pioggia di proteste e polemiche. La strada è poco illuminata e i residenti da tempo chiedevano di aggiustare il semaforo lampeggiante che avrebbe dovuto segnalare la presenza delle strisce.  Il sindaco ha chiesto al Prefetto la riaccensione dell’autovelox poco distante ma le polemiche sui social network infuriano sul semaforo e sulle condizioni di visibilità giudicate carenti.

31 ottobre 2015

fonte LaNazione

AP