Stop alle coppie straniere che chiedono uteri in affitto in India

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Molte coppie si rivolgono a donne indiane per concepire un figlio al loro posto tramite embrioni in vitro. Purtroppo per problemi di fertilità le persone ricorrono a tale pratica in diversi paesi nel mondo. Ci sarà una novità in India: presto il governo del paese promulgherà una normativa in cui sarà impedito alle coppie straniere di usare donne indiane per accontentarli nel loro bisogno di avere dei figli, perché impossibilitati ad averne naturalmente. Quindi sarà permesso solo agli indiani di rivolgersi alle proprie connazionali, affittandole per 9 mesi. Non ci sono regole precise ad oggi, l’unica nota è che la coppia eterosessuale deve essere sposata da due anni almeno: decisione raggiunta per evitare problemi diplomatici. Sono tante le cliniche ad hoc del paese che si sono attrezzate e guadagnano più di 900 milioni di euro l’anno, che devono però spartire la somma con gli agenti che fanno da tramite trovando il legame coppia-donna. Alle indiane spettano solo poche migliaia di rupie, nulla se si pensa che sono le protagoniste e coloro che devono portare in grembo un bambino o una bambina per molti mesi. Perché le indiane accettano? Nella maggior parte dei casi per soldi, perché in condizioni di estrema povertà, in altri vengono sfruttate non avendo neppure la libertà di scegliere se farlo, con chi e quando. Quindi emerge una grossa problematica di sfruttamento dei paesi poveri da parte dei paesi ricchi, che trovano un terreno fertile per via della quasi totale mancanza di regolamentazioni. Spesso la coppia non può vedere la madre surrogata e parlarle, conferendo al tutto un maggior aspetto di scambio commerciale, trattando la prole come merce da barattare. E ancora, cosa può succedere se il sesso del nascituro non è quello che ci si aspettava oppure se il bimbo/la bimba nasce con delle malformazioni? Le coppie straniere possono richiedere l’aborto, mettendo a rischio anche la vita delle donne. C’è ancora molta strada da fare, soprattutto per tutelare queste ragazze e signore: un provvedimento dev’essere adottato presto e sembra che ci siano spiragli di luce. Attendiamo dunque la legge a breve.

 

di Valentina della Rocca

Roma, 31 ottobre 2015