Domenica Live: Tra insulti, offese ed allusioni omofobiche. Finisce male la diretta con Cito

12189749_571438729706008_822196606077385298_nDi Antonello Corigliano e Elena Ricci

Parte così Barbara D’Urso prima di dare la parola a Giancarlo Cito, ex Onorevole ed ex Sindaco di Taranto: «Appena inizia a parlare Cito qui succede un macello». Così è stato.
Come annunciato, questo pomeriggio l’onorevole Giancarlo Cito ha preso nuovamente parte, mediante collegamento, alla trasmissione condotta da Barbara D’Urso su canale 5, Domenica Live. L’argomento trattato inizialmente riguarda il vigile urbano che a Sanremo, avrebbe timbrato il suo cartellino in intimo, e sulla questione dei 9 milioni di euro spariti dall’Atc di Asti.
Presenti in studio il giornalista Mario Giordano, direttore del tg4, l’onorevole Maurizio Gasparri (Pdl), il giornalista Pierluigi Diaco. Il discorso per il quale è previsto l’intervento di Cito, è legato al vitalizio, che lo stesso rivendica, ma per il quale, gli ospiti in studio a detta della D’Urso «non sono d’accordo».
Pierluigi Diaco, ancora sostiene – nonostante l’assoluzione di Cito – che i condannati non dovrebbero percepire il vitalizio. Cito risponde raccontando la versione dei fatti, e smontando quella che era l’accusa secondo la quale Cito avrebbe chiesto dei voti ad un ergastolano nel 1989 in cambio di favori. Ma gli ospiti in studio non ci stanno. Diaco incalza: «E’ vergognoso che un politico della sua generazione, conoscendo i guai del paese, chieda un vitalizio – e continua – si ritiri. La smetta, a lei non spetta un bel nulla. I condannati in via definitiva non hanno diritto al vitaliizio».
Cito dal canto suo, continua a sostenere che il vitalizio gli spetta per legge. Gli ospiti della D’Urso sembrano alquanto inorriditi dalla richiesta di Cito. Accesa la discussione tra Giancarlo Cito e il giornalista Diaco, che alla fine lascia lo studio. Alla fine la discussione in studio, anziché toccare il tema d’interesse, si svolge su continue polemiche tra Cito e gli ospiti. Cito allude in diretta a presunte dichiarazioni di Diaco nella trasmissione forum. Diaco pretende che Cito ne parli in diretta, ma Cito non lo fa. Ancora, Mario Giordano chiama Giancarlo Cito “quaquaraquà”. La trasmissione è un continuo attacco da più fronti, con Cito che continua a rivendicare due minuti per parlare. Ma la richiesta di Cito non trova spazio, sembra che la priorità della D’Urso adesso, sia capire cosa ha detto all’epoca il giornalista Diaco in altre trasmissioni tv. Una trasmissione con un angolo dal contenuto politico, e relative polemiche legate alla questione del vitalizio, diventa una mera puntata di gossip misto al trash delle tv locali , con un Giancarlo Cito che non riesce a dire quello che vuole, e una D’Urso, che come sempre, nel suo stile, cavalca l’onda della polemica. Alla fine, non si è parlato né di vitalizio né di Taranto. Cito abbandona il collegamento.
E’ bene precisare – per evitare fraintendimenti – il nocciolo della questione. Cito sostiene che essendo la sua, una condanna infondata, e a dimostrazione vi è un’assoluzione in formula piena, il vitalizio non doveva essergli tolto, perché lo prevede la legge. Questa era la precisazione che Giancarlo Cito voleva portare all’attenzione dei presenti in studio. Forse, travisata, o forse cavalcata l’onda dell’esuberanza, la discussione ha preso tutt’altra piega, basandosi più su una questione di forma che di contenuto. Gli ospiti in studio parlavano di vitalizio da tagliare a tutti i parlamentari a prescindere da condanne, argomento sul quale, magari Cito, sarebbe anche stato d’accordo; ma quello che premeva precisare all’ex sindaco di Taranto, era la sua vicenda giudiziaria conclusasi con un’assoluzione, e dunque con un provvedimento, a dire di Cito, ingiusto. Gli spazi della D’Urso sono stati però occupati diversamente. Dalla politica e dalla giudiziaria, si è passati alle accuse, a presunte allusioni e ad un’accusa, in diretta, di omofobia, da parte di Diaco nei confronti di Cito, udita in tutta Italia.
Ma la puntata, come dicevamo, prende una strana piega. Anche questa volta a fare da padrone sono gli insulti e le urla rivolte da Giancarlo Cito agli ospiti della D’Urso tanto che Diaco è costretto ad alzarsi e ad andare via appena Cito fa un riferimento ad una vecchia puntata di “Forum”, nella quale Diaco avrebbe fatto alcune dichiarazioni (diventate poi il nocciolo della puntata della D’Urso). Lo stesso Diaco rientra in studio spiegando il contenuto della puntata incriminata, ovvero dichiarazioni circa il suo orientamento sessuale e sulle coppie di fatto, accusando Cito di essere un omofobo. «Questo dimostra – dice Diaco – che lei è un omofobo».
Da questo momento la D’Urso perde il senso del suo ruolo tant’è che è Cito a sfilarsi il microfono e ad abbandonare lo studio.

Una brutta puntata andata in onda quella di “Domenica Live” che tutta l’Italia ha visto e sentito.
Un crescendo di “si vergogni, si ritiri, i nostri maroni non ce la fanno più a sentirla, vada all’isola dei famosi”, parole dette da Diaco, e “io pago le tasse fische’, sono campione di nuoto, si metta un dito in bocca”, Cito in tutta risposta a Diaco.

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Taranto, 1 novembre 2015

PugliaPress

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