Manda il padre in carcere per aver abusato di lei: dopo 5 anni ammette di aver mentito

La vita di un padre affettuoso distrutta dall’accusa abusi sessuali sulla figlia minore. Condannato a cinque anni di carcere e tornato in libertà quando la moglie si rivolse a un detective per provare la sua innocenza. Fino all’ammissione della figlia: ho mentito.

Quando Geoff Long tenne per la prima volta tra le braccia Tina, la sua figlia appena nata, fu sopraffatto dall’amore paterno che provava. «Ero lì alla nascita a tagliare il cordone ombelicale – ricorda – E quando 19 anni più tardi percorrevo con l’orgoglio di padre la navata della chiesa durante il matrimonio di Tina, ho sentito la stessa emozione. La mia unica figlia…».

Nonostante passasse attraverso un divorzio astioso nel 1970 dalla sua prima moglie Sue, Geoff è rimasto un genitore premuroso e generoso verso i figli – Tina e i suoi fratelli Steve e David. Poi, cinque anni fa, il mondo di questo padre affettuoso è crollato quando si ritrovò in piedi sul banco degli imputati in tribunale ad ascoltare le accuse scioccanti di abusi sessuali. E, per la sua incredulità, accuse che venivano fatte da Tina, la figlia che per cui aveva sempre stravisto.

Le prove sembravano davvero fragili, praticamente inesistenti, ma nel 2010 Geoff è stato condannato e incarcerato per cinque anni per aver abusato sessualmente di Tina dall’età di otto anni fino all’età di 16. Solo quest’anno è stato finalmente riabilitato, quando la figlia finalmente ha confessato in tribunale che aveva mentito, e l’ingiustizia della sua condanna è stata rivelata. Mentre lui era stato rinchiuso in carcere è stato ossessionato da pensieri terribili, come quello di perdere la sua nuova moglie Louise e il figlio Giacomo, ed è arrivato a un passo dal suicidio.

Ha raccontato al Daily Mail il suo calvario per la prima volta, e con voce rotta dall’emozione, Geoff, 67, ha detto: «Non posso descrivere come ci si sente ad ascoltare la tua unica figlia che ti accusa di pedofilia. Mi era stato consigliato dal mio staff legale di cercare di rimanere impassibile, ma denntro urlavo tutto il mio dolore. Quella donna, mia figlia, era la mia carne e sangue».

Secondo il parere del procuratore legale di Geoff, era «assolutamente ovvio» che le affermazioni contro di lui fossero false. Eppure un uomo innocente è stato sottoposto a quattro apparizioni giurisdizionali, anche un appello e due nuovi processi, prima che verità venisse a galla.

Si tratta di una storia che affonda le sue radici nella miseria della disgregazione della famiglia e, secondo lui, la gelosia ha avuto il sopravvento quando Tina ha iniziato a costruire una sua nuova vita di successo. Tina e sua madre Sue, prima moglie di Geoff, cominciarono ad assumere un atteggiamento accusatorio nei confronti dell’uomo, ritenendolo colpevole di pensare solo ai figli che aveva avuto successivamente. Geoff riceveva telefonate offensive a tarda notte. «Mi hanno visto come una pentola infinita di denaro. Esse dicevano che destinavo tutta la mia nuova ricchezza per i miei figli successivi».

LA SVOLTA
Louise, la moglie attuale di Geoff apriì nel 2009 un asilo nido e quando Sue chiamo con insistenza per pretendendo che i nipotini dovevano essere iscritti lì, Geoff e Louise si opposero considerati i rapporti non proprio idialliaci col padre dei ragazzini, marito di Tina. E così Tina si presentò alla polizia di Brighton denunciando che 30 anni prima, quando aveva solo otto anni, era stata abusata dal padre. All’alba della mattina successiva Geoff si vide arrivare gli ufficiali a casa. «Non avevo idea di quello che stava accadendo – dice – Non ho mai avuto a che fare con la polizia nella mia vita. Mi hanno portato alla stazione locale e mi ha detto che volevano parlare con me. Sono rimasto inorridito quando ho sentito le accuse di Tina: che l’ho abusata regolarmente il sabato sera, quando la madre era al bingo. Tentavo di spiegare loro che si trattava solo di una vendetta. Ma hanno insistito lei non mi avrebbe accusato se non fosse accaduto».

Poi Geoff fu accusato e condannato a cinque anni solo sulle prove di Tina. «Eravamo tutti in stato di shock – dice – Non c’era uno straccio di prova di abuso sessuale contro di me. Alla fine, sono stato condannato per essere un marito inaffidabile. A un certo punto l’avvocato dell’accusa ha anche sottolineato che, poiché la mia seconda moglie era stata otto anni più giovane di me, e che Louise è di 18 anni più giovane, ho chiaramente avuto un interesse nelle ragazze giovani».

Quella prima notte nella prigione di Lewes fu orribile, ricorda. «Rimasi lì chiedendo perché, perché, perché? E pensai anche di tagliarmi le vene».

Tina, al contrario, era determinata a uscirne da vincitrice assoluta. Anche se il giudice aveva stabilito che sarebbe dovuta rimanere anonima a causa della sua età al momento del presunto reato, lei decide di scrivere un articolo su una rivista raccontando nei minimi dettagli il falso abuso subito.

Tuttavia, il 28 gennaio di quest’anno in un secondo nuovo processo, dopo ulteriori indagini, Tina ha ammesso le sue bugie. Ed è stato un momento esaltante per Geoff. «All’inizio ero senza parole. Dopo quello che avevo passato, era difficile capire che ero finalmente libero, che finalmente ero stato creduto».

«Per quanto riguarda Tina, non penso che sarà mai possibile che si torni ad avere un rapporto e a parlare di nuovo. Io non sono in cerca di vendetta e non voglio vedere qualcun altro andare in prigione. Ma ho bisogno di chiudere la porta e cancellare il passato. Tina ha la propria coscienza da affrontare. E per lei deve essere una tortura»

1 novembre 2015

IlMattino

ER