“Sarai sempre con noi”: affidato ad un bambino il saluto a Lorenzo. Folla ai funerali, tre strade chiuse, volo di palloncini

Immagine

I bambini dello sport in maglietta gialla, quelli del motocross col numero 4 sulle spalle. E all’uscita il rombo dei motorini si unisce all’applauso.

“Sarai sempre con noi”: un bambino va al microfono e a lui migliaia di persone è come se affidassero l’ultimo saluto a Lorenzo Vanzi, il piccolo di 10 anni morto nell’incidente di Montevarchi. Montevarchi è tutta lì, molto prima delle 11 fuori la chiesa del Giglio, per il funerale che rimarrà nella storia quotidiana di una città. Due strade chiuse e una terza per il corteo fino al cimitero. I bambini dello sport tutti in divisa gialla fuori e dentro la chiesa. E i compagni del motocross fuori con la maglia numero 4, la sua.

All’uscita accendono le moto, danno gas: e il rumore diventa un applauso, un applauso che si  va ad unire a quello della gente, come se uomini e moto per una volta andassero a braccetto. E’ il giorno del dolore. Il dolore per un bambino: palloncini bianchi e arancioni tempestano il Giglio. Con don Mauro Frasi dall’altare a ricordare il gesto della mamma, quello slancio di gettarsi in strada per provare a salvare i figli.

“Proviamo a fare nel nome di Lorenzo una città più a misura di bambino”. O forse basterebbe che facesse di tutto per non metterne in pericolo la vita. Tra la folla anche il sindaco, senza fascia tricolore. Gli amici del motocross affidano tutto ad una lettera. E gli promettono che sarà sempre sulla loro scia.-

Montevarchi è scossa da questa tragedia: vedere morire un bambino a 10 anni fa male, fa male la dinamica di un incidente che ha visto la mamma gettarsi in strada ed essere investita a sua volta solo per difendere i figli. Una strada sulla quale le polemiche continuano. E su questo spunta un particolare emozionante. C’era stata una petizione, proprio per chiedere al Comune di intervenire perché, dicevano i cittadini, su quella strada si poteva morire. Bene, tra i firmatari di quella petizione c’era anche Simone Vanzi, il babbo di Lorenzo. Senza immaginare quello che sarebbe capitato al figlio proprio su quei chilometri del brivido.

Intanto nei giorni scorsi era stato completato l’espianto degli organi. Un espianto multiorgani, diverse vite sono state salvate grazie al gesto di generosità della famiglia, che ha dato la disponibilità al trapianto. Una volta ottenuto il consenso dei genitori, lo staff del Meyer ha lanciato l’allerta in tutta la penisola e nel capoluogo di regione sono arrivate le equipe mediche di vari centri ospedalieri italiani che si sono alternate in sala operatoria per tutta la notte.

Una tragedia che ha segnato nel profondo Montevarchi ma tantissimo soprattutto la scuola. Occhi rossi e silenzio nella scuola del bambino, la vicinanza di tanta gente, alcune mani hanno lasciato dei fiori nel luogo dell’incidente, che tra l’altro è proprio davanti alla casa colpita da una tragedia davvero pesantissima.

Allegro e vivace, la passione per il motocross, un amico di tutti. Così lo ricordano i compagni  della classe 5a B della primaria «Don Milani» nel quartiere Peep. Hanno tappezzato l’aula, che sarà dedicata a Lorenzo, di disegni delle moto tanto amate, accanto a cuori e pensieri toccanti: «Girando per il plesso – ha ricordato la dirigente del comprensivo Chiara Casucci – si vedono sguardi velati dalle lacrime, volti increduli di compagni, maestre, custodi. I bimbi hanno scritto «eravamo 25 alunni e restiamo 25» e hanno deciso di occupare a turno il suo banco che non sarà mai vuoto». Una presenza delicata, con il personale della scuola molto attento a rimanere vicino ai compagni del bambino.

Venerdì alla «Don Milani» è arrivato anche il babbo Simone per confortare gli amici del suo bimbo e dell’altro figlio che frequenta le medie nello stesso istituto. Gabriele ieri è tornato a casa, mentre la mamma è ancora ricoverata alla Gruccia.

Toccante il ricordo del presidente del Motoclub Alessandro Mugnaini: «Il grave lutto che ci ha colpiti oggi – ha scritto – ci lascia senza parole, distrutti. Piccolo Lorenzo rimarrai sempre in noi. Guardaci dal cielo e corri veloce tra le nuvole».

Dieci anni, la vivacità e l’entusiasmo di un bambino che amava tanto lo sport. Una promessa del motocross,la passione che condivideva con il fratello Gabriele di tre anni più grande e con l’intera famiglia. Il babbo Simone Vanzi, impiegato all’Abb di Terranuova, era anche diventato consigliere del Motoclub «Brilli Peri», si occupava del progetto «Scuola di minicross» per avvicinare le giovani generazioni a una pratica sportiva in sicurezza. Soprattutto era il primo tifoso dei suoi figli nelle gare con le minimoto, mentre la mamma Emanuela dava una mano dietro le quinte, magari preparando qualche spuntino per i centauri in gara sul circuito di Miravalle.

Era stata dichiarata la morte clinica giovedì sera, dopo alcune ore di sostanziale morte cerebrale. Il Pegaso era stato allertato, rimasto bloccato per il maltempo.

 

Fonte LA NAZIONE

MONTEVARCHI(AREZZO), 2 novembre 2015