Picchia le figlie perché portano i jeans

VIOLENZAVentotto mesi di reclusione per maltrattamenti e lesioni. È quanto chiede il pm del tribunale di Cagliari per un tunisino 56enne residente a Pula (Ca) che tra il 2009 e il 2011 picchiò, con schiaffi e calci, le tre figlie di 20, 22 e 24 anni perché non
rispettavano le prescrizioni del Corano riguardo ai comportamenti delle donne, avevano fidanzati sardi e non portavano lo chador

Ventotto mesi di reclusione per maltrattamenti e lesioni. È quanto chiede il pm del tribunale di Cagliari per un tunisino 56enne residente a Pula (Ca) che tra il 2009 e il 2011 picchiò, con schiaffi e calci, le tre figlie di 20, 22 e 24 anni perché non

rispettavano le prescrizioni del Corano riguardo ai comportamenti delle donne, avevano fidanzati sardi e non portavano lo chador. Ma furono picchiate anche perché partecipavano alle feste con i loro amici sardi. L’avvocato del tunisino ha chiesto l’assoluzione per i maltrattamenti e il minimo della pena per le lesioni.

Sarebbe questo l’ennesimo caso di maltrattamenti in famiglia. Un egiziano di 50 anni, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, nascondeva la sua seconda famiglia, una moglie e tre figli piccoli, in un box nei pressi di casa sua, dove vivono un’altra compagna con tre figli praticamente coetanei degli altri. La famiglia “clandestina” è stata affidata ai servizi sociali. Pare che in quella situazione di degrado la donna con i tre bambini di 9, 7 e 3 anni si trovasse da qualche settimana. I carabinieri sono intervenuti dopo una telefonata al 112 della primà moglie. La donna, una connazionale di 47 anni, un anno fa aveva denunciato l’uomo per maltrattamenti e nei confronti dell’egiziano era stato emesso un provvedimento di allontanamento.

2 novembre 2015

IlGiornale

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