Congo, governo sblocca 69 adozioni bimbi

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Dieci i bimbi che potranno finalmente raggiungere i loro nuovi genitori in Italia, ma sono ancora 150 quelli adottati da italiani ancora bloccati.

Il governo della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) ha deciso che 69 bambini, le cui adozioni da parte di famiglie straniere, anche italiane, erano state bloccate più di due anni fa, potranno raggiungere i loro nuovi genitori. Altri 1.000 bambini invece per ora rimarranno negli orfanatrofi congolesi. Dieci i bimbi che potranno finalmente raggiungere i loro nuovi genitori in Italia.  Sono 150 i bambini congolesi adottati da famiglie italiane ma ancora bloccati nella Repubblica Democratica del Congo dalle autorità di Kinshasa. Le famiglie coinvolte sono circa 130 (alcune hanno adottato più bambini). Queste almeno sono le cifre fornite nell’agosto scorso da alcune famiglie e da alcuni enti coinvolti nelle adozioni in Congo. Sono più di due anni che la Rdc ha sospeso le uscite dei bambini già adottati in vari Paesi, fatta eccezione per i 31 piccoli portati a casa dal ministro Maria Elena Boschi il 28 maggio 2014, grazie all’intervento del premier Matteo Renzi, con grande gioia e sollievo di 24 famiglie italiane.

Quattordici dei 69 bambini e bambine sono attesi da famiglie statunitensi mentre gli altri partiranno a breve per cominciare una nuova vita in Italia, Belgio, Canada, Germania, Francia, Olanda e Svizzera. Le autorità governative congolesi avevano bloccato le adozioni internazionali nel 2013 sospendendo i permessi di espatrio perchè – avevano affermato – vi erano state corruzione e falsificazione di documenti. Una tragedia per le centinaia di famiglie in tutto il mondo che erano andate a prendere i loro figli e avevano invece dovuto ‘abbandonarli’. Oggi il governo di Kinshasa ha comunicato che la revisione delle pratiche ha permesso di trovare “69 dossier in perfetto ordine e perciò i bambini avrebbero potuto essere autorizzati a partire” (già in passato). “Tutte le altre pratiche di adozione – ha detto il ministro della Giustizia congolese Alexis Thambwe Mwamba – dovranno aspettare fino a quando verrà approvata la nuova legge sulle adozioni attualmente in discussione. Fino ad allora di questi casi non discuteremo più”. Sono più di mille i bimbi che continueranno ad aspettare le loro nuove famiglie in squallidi orfanatrofi.

La Farnesina esprime soddisfazione per la decisione del governo della Repubblica Democratica del Congo di consentire che 69 bambini possano raggiungere i loro genitori adottivi in diversi paesi tra cui vi è anche l’Italia. Il ministro Gentiloni – fa sapere la Farnesina – continua a seguire con massimo impegno la vicenda delle famiglie italiane in stretto coordinamento con Palazzo Chigi e la Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali Silvia Della Monica con l’augurio che anche le altre famiglie possano al più presto ricongiungersi ai loro bambini.

Presidente Cai, nostro lavoro per portare a casa tutti  – “Siamo contenti ma continueremo a lavorare incessantemente per portare a casa fino all’ultimo bambino”: così Silvia Della Monica, presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali (Cai), commenta all’ANSA la notizia che il Governo della Rdc ha autorizzato l’espatrio di 69 bambini adottati all’estero tra i quali dieci italiani. “Nella Rdc restano circa 130 bambini adottati da italiani, siamo uno dei Paesi che ne ha di meno in quel Paese. Le nostre procedure di adozione sono assolutamente corrette e perciò pensiamo che ci siano le condizioni per farli ricongiungere con le loro famiglie” ha detto la presidente della Cai, confermando che le trattative con Kinshasa non si sono mai interrotte e andranno avanti per portare a casa tutti i bambini ancora bloccati. Della Monica si dice poi “scettica” riguardo alle affermazioni del Governo congolese sul fatto che dopo i 69 ‘via libera’ tutte le altre pratiche di adozione dovranno aspettare l’approvazione della nuova legge sulle adozioni attualmente in discussione nella Rdc. “Non mi risulta – dice – che l’approvazione della legge debba incidere con le procedure che sono già a posto. Non credo che ci sia un intento di rinviare tutto a una nuova legge. Questo aspetto va approfondito, ma noi comunque andiamo avanti per sbloccare le altre procedure”. La presidente della Cai infine non si sbilancia sui tempi per l’arrivo dei dieci piccoli in Italia: “ora c’è la necessità di approfondire i contatti con le autorità congolesi per definire le partenze. Dobbiamo verificare tempi e modi”.

 

Fonte Ansa

Roma, 3 novembre 2015