METEO: inverno POLARE. Italia tra NEVE e GELO. ECCO DOVE E DA QUANDO

neve

Iniziano a vedersi concreti segnali per un deciso cambiamento del tempo dopo il 20 novembre. Ne avevamo parlato negli articoli precedenti, e anche gli ultimi aggiornamenti dei modelli internazionali ECMWF ( modello europeo ) e GFS ( modello americano ) conferma quanto detto nei giorni scorsi.
L’ALTA PRESSIONE HA I GIORNI CONTATI – Dopo il 20 novembre il flusso perturbato atlantico si farà via via più impetuoso e sarà pilotato da una profonda bassa pressione che dal Mare del Nord scenderà di latitudine, spaccando in due l’alta pressione presente attualmente nel Mediterraneo centrale. Questa azione dividerà l’alta pressione in due parti, una si sposterà verso l’Atlantico, e l’altra verso il Mar Nero e la Russia. Nel frattempo gran parte dell’Europa centrale starà facendo i conti con la bassa pressione del Mare del Nord che nel frattempo è ulteriormente scesa di latitudine. L’arrivo di venti più freschi atlantici, causerà un graduale calo termico oltre che in Europa anche in Italia, ma anche la formazione di una bassa pressione nei pressi del Mar Ligure, foriera di piogge via via più diffuse su tutta Italia e soprattutto il ritorno della neve a quote medie sulle Alpi. A seguire, il modello americano GFS intravede lo spostamento della bassa pressione verso Est, richiamando aria decisamente più fredda che farà crollare le temperature su tutta Italia con valori che andranno sotto la media del periodo di 3/4 gradi.

Analisi tecnica per l’ultima decade di Novembre e Dicembre. Si tratta della fase che va dall’ultima settimana (o decade) di Novembre fino a circa il 20 Dicembre. In questo periodo, tutti i fattori avversi ad un Inverno freddo, ancora non saranno attivi. Per cui, grazie anche all’influenza dello Snow Cover euro-asiatico, cioè alla copertura nevosa in ottima progressione in questo periodo alle medio-alte latitudini euro-asiatiche, unico fattore, al momento, in grado di creare disturbi al Vortice Polare, ci possiamo attendere 2/3 irruzioni fredde che potranno riguardare anche

LA TESI FREDDA di NEVE e BURIAN due-tre VOLTE a Dicembre. Negli ultimi giorni la tesi che sostiene la teoria del Niño è sempre più forte e sempre più valida, poiché corroborata, ovvero rinforzata, da alcuni parametri meteorologici, atmosferici ed oceanici sempre più importanti ed evidenti. Sono addirittura ben 3 gli elementi che sostengono la tesi dell’Inverno gelido: 1) Niño eccezionale: il Niño in atto è in ulteriore rapida intensificazione sull’Oceano Pacifico ed è certo che sarà il Niño più forte mai verificatosi negli ultimi 80 anni e quindi in grado di influenzare pesantemente il clima su tutto l’Emisfero Settentrionale. In particolare gli eventi di Niño sono stati sempre accompagnati da inverni rigidi sulla Scandinavia e Regno Unito, ma anche sul Mediterraneo come il più recente nel 2012 che ha causato nevicate eccezionali sull’Appennino emiliano e la “grande” nevicata di Roma con i disagi per i romani e le polemiche con l’allora sindaco Alemanno.

2) Corrente del Golfo debole: la Corrente del Golfo si è affievolita e quindi le sue tiepide acque non potranno quest’anno mitigare l’inverno nell’Inghilterra e in Normandia. 3) Oceano Atlantico più freddo intorno a 45 gradi di latitudine: in mare aperto è presente da 2 mesi una vasta area di 4000 km quadrati in cui le acque sono più fredde della norma di 2,8 gradi. Le perturbazioni atlantiche attraversando tale superficie marina raggiungeranno l’Europa più fredde della norma.
Cosa è “El Niño” e come agisce. I climatologi statunitensi stanno evidenziando in questi giorni che il fenomeno sempre più intenzionato a tornare in scena da grande protagonista. Sembra possa accadere qualcosa di più forte o comunque simile a ciò che avvenne già nel 1997. El Niño si sta rinforzando in queste ore al largo nelle coste orientali dell’Ecuador e del Perù. In sintesi succede questo: aumentano le temperature dell’acqua sulla superficie dell’oceano, gli alisei smettono di agire diventando sempre più deboli e, come non bastasse, i modelli matematici che analizzano El Niño da nove mesi a questa parte ribadiscono che il riscaldamento delle acque del Pacifico continuerà, dando così agli alisei una ragione in più per annientarsi. Con gli alisei “semi-spenti” non avviene il mescolamento necessario delle acque oceaniche, permettendo a quelle fredde dei fondali di arrivare in superficie e garantire così il naturale equilibrio termico fra mare e terra. Gli alisei, vale la pena ricordare, sono venti di direzione regolare e costanti d’intensità, capaci di condizionare la meteorologia su enormi porzioni del Pianeta. Soffiano da nord-est a sud-ovest, nell’emisfero boreale e da sud-est verso nord-ovest in quello australe. Sono decisivi nella navigazione, soprattutto a vela e lo dimostra il fatto che i giri del mondo senza motore (ma non solo) avvengono facendo rotta verso Occidente. Cristoforo Colombo insegna.

15 novembre 2015

fonte IlMeteo.it