Dagli Usa la graduatoria del terrorismo: «Boko Haram peggio dell’Isis»

 

Hadjara, una bimba di 8 anni, mutilata da Boko Haram

Nella classifica dell’efferatezza, l’Isis non si è ancora conquistato il primo posto. Nonostante le barbare violenze che infligge alle sue vittime, il Califfato siriano-iracheno viene al secondo posto dopo Boko Haram, l’altro culto apocalittico cresciuto negli ultimi cinque anni, che ha messo radici nel nord della Nigeria.

Il mondo occidentale presta meno attenzione alla ferocia dei miliziani africani guidati da Abukar Shekau. E tuttavia, la fuga di oltre due milioni e mezzo di nigeriani verso il nord potrebbe presto rendercelo più familiare. Dopotutto, un anno fa le loro gesta divennero note in tutto il mondo, quando rapirono 276 bambine da una scuola nella cittadina di Chibok. Di quelle bambine, la maggior è stata data in sposa ai guerriglieri, nonostante la tenera età.

Lo studio annuale sul terrorismo, il Global Terrorism Index, pubblicato dall’Institute of Economics and Peace dell’università del Maryland ci rivela che nel 2014 c’è stato un aumento dell’80 per cento di morti da attacchi terroristici. In totale, nel mondo 32 mila 658 persone sono state uccise da attacchi di terroristi.

Oggi siamo tutti sotto choc per le battaglie che stanno avvenendo in Francia, ma i Paesi più colpiti sono il Pakistan, la Nigeria, l’Afghanistan, la Siria e l’Iraq.

Secondo l’Istituto del Maryland, l’isis ha totalizzato 6.073 uccisioni. Boko Haram è arrivato a 6.664. A questi dati vanno aggiunti quelli di Human Rights Watch, che ci ricorda che tutti e due i gruppi si distinguono per le attività “collaterali”, tortura e stupro, cioé “crimini contro l’umanità”.

E a proposito di sondaggi, l’autorevole Pew Research Center ha condotto una rilevazione in vari Paesi islamici per valutare se l’Isis sia popolare o no. Ne risulta che anche i Paesi islamici li odiano: si va dal 100 per cento di condanna del Libano, al 94 della Giordania, al 79 dell’Indonesia, al 73 della Turchia. Seguono Nigeria, Burkina Faso, Malaysia e Senegal con oltre il 65 per cento. L’unico Paese che si dice “insicuro” è il Pakistan, dove il 62 per cento degli intervistati dice di non avere un’opinione in un senso o nell’altro.

19 novembre 2015

IlMattino

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