Malattia: il medico fiscale arriva anche prima del certificato medico

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Al lavoratore in malattia non serve ritardare l’invio del certificato medico e la comunicazione di assenza dal posto di lavoro solo per scampare, in tale forbice di tempo, alla visita di controllo del medico fiscale.

Sebbene, infatti, la legge prescriva l’obbligo, per il dipendente assente dal lavoro, di comunicare “tempestivamente” all’azienda per il tramite del proprio medico curante, in caso di omissione o prima ancora che il lavoratore vi provveda, il datore può ugualmente chiedere all’Inps l’invio del medico fiscale. È quanto chiarito, a più riprese, dalla giurisprudenza della Cassazione. Ma procediamo con ordine.

Il controllo del datore di lavoro sullo stato di malattia del dipendente può essere effettuato solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti e le competenti strutture pubbliche specializzate . Tale controllo, tuttavia, può avvenire fin dal primo giorno, senza necessità di attendere la comunicazione della malattia e l’invio del certificato medico da parte del lavoratore.

Come chiarito dalla Suprema Corte, non è corretto ritenere insussistente l’obbligo di reperibilità del lavoratore nel primo giorno di assenza; al contrario, il dipendente è tenuto fin da quel giorno e per tutta la durata della malattia a trovarsi a disposizione nel domicilio comunicato al datore di lavoro, in orari prefissati, per l’accertamento del suo stato di salute. Dunque la possibilità di accertamento della malattia da parte dell’azienda, attraverso il medico fiscale, inizia ancor prima della comunicazione della stessa, restando altrimenti priva di significato e rimessa alla volontà elusiva del dipendente la previsione relativa all’obbligo di reperibilità.

Il datore di lavoro può chiedere di effettuare quanti controlli crede (purché non nello stesso giorno), ma non può abusarne: è, infatti, risarcibile il danno derivato al dipendente da un comportamento illegittimo e persecutorio del datore di lavoro, consistito nella richiesta, a più riprese, all’INPS dell’effettuazione di visite mediche domiciliari di controllo dello stato di malattia del lavoratore, attestato dal certificato del medico curante, nonostante la malattia fosse stata già accertata dai controlli precedenti

20 novembre 2015