La Procura di Roma: i terroristi di Parigi sono passati dall’Italia

CANE POLIZIOTTO

I terroristi di Parigi potrebbero essere passati in Italia. Da Roma il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo fa sapere che qualcuno degli attentatori potrebbe essere transitato nel nostro Paese. «È una deduzione logica che appare fondata, ma va provata sul piano processuale», afferma. «Abbiamo il riscontro del passaggio di qualche soggetto, ma non di attività di questi soggetti in Italia». Costa dodicimila euro il viaggio della speranza dei siriani in fuga in Europa.
Grazie alle indagini su una rete di presunti terroristi è stato scoperto un racket organizzato da quattro siriani che dal 2012 sarebbero riusciti a far arrivare in Europa decine di persone in fuga dalla guerra che insanguina Damasco, Aleppo, Homs. Con documenti falsi, hanno permesso ai clandestini di evitare controlli sull’immigrazione.
Il pm di Milano Alessandro Gobbis ha concluso le indagini a carico di quattro siriani, due marocchini e due commercialisti italiani. Rischiano l’accusa di associazione finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno dei siriani è Abd Alghane Zead, 26 anni, già finito sotto la lente degli inquirenti per terrorismo internazionale nel 201. All’epoca le indagini rigurdavano i militanti che dall’Italia stavano per volare ad arruolarsi nell’’esercito libero siriano contro Assad. Un altro siriano indagato, Abou Azan Bassam, è il fratello di altri due uomini accusati di associazione con finalità di terrorismo. Gli accertamenti hanno fatto saltar fuori legami tra il traffico di immigrati e il terrorismo. L’inchiesta della Digos di Milano è partita dalle intercettazioni telefoniche dei colloqui tra tredici rifugiati siriani residenti in Lombardia accusati, a vario titolo, di una serie di atti di violenza compiuti nel Milanese e in Siria tra il 2011 e il 2012 contro connazionali sostenitori del regime di Assad. Sei sarebbero poi andati a combattere in Siria tra i ribelli anti-Assad. Uno dei nomi compare ora nell’elenco degli indagati per il racket dei migranti. Secondo quanto e’ emerso dalle numerose intercettazioni telefoniche eseguite nell’ambito dell’inchiesta appena chiusa, infatti, Abd Alghane Zead (che attualmente si troverebbe ancora in Siria) e Abou Azan Bassam, in concorso con altri due connazionali, avrebbero “organizzato le partenze dalla Siria” e i viaggi di clandestini e persone in fuga dalla guerra, che arrivavano in Italia su barconi salpati dalla Turchia e poi venivano trasportati su camion in Nord Europa e, in particolare, in Svezia. In cambio il gruppo riceveva denaro, usato per acquistare armi in Siria. I commercialisti Savino Daluiso e Pasquale Angiolini avrebbero aiutato i clandestini ad ottenere documenti falsi per restare in Italia. Fornendo falsi attestati di ricongiungimento con familiari che in realtà non esistevano, false certificazioni di matrimonio. Collegamenti con la Siria e il traffico di documenti d’identità sono stati trovati anche all’aeroporto di Ciapino, dove la Polaria ha arrestato due uomini. Si tratta di due siriani che stavano partendo per Malta con un volo low cost. Viaggiavano con passaportrubati ad un norvegese e a un francese.

di Pin. Ser.

Fonte IL TEMPO

Roma, 22 novembre 2015