Equitalia pignora pensione a un disabile

equitaliaLa Spezia – Per vivere ha bisogno di due badanti che, a turno, si occupino di lui ventiquattro ore al giorno. Lo lavano, lo vestono, gli danno da mangiare perché non riesce a fare nulla da solo. Il pensionato ha 67 anni,vive alla Spezia ed è disabile, utilizza gran parte delle proprie risorse finanziarie soltanto per andare avanti. Ora, però, si trova in una situazione disperata: non ha più un soldo perché Equitalia gli ha pignorato il conto corrente in cui gli viene accreditata la pensione. La società pubblica per la riscossione dei tributi non si è preoccupata delle conseguenze.

Il pignoramento è andato a segno il 22 ottobre scorso, a causa di vecchie pendenze con il fisco. Da allora nessuno si è fatto vivo. Il pensionato non ha avuto risposte neppure quando il proprio legale, l’avvocato Raffaella Nardone, ha fatto partire le prime carte bollate. Tantomeno quando, era il 5 novembre, l’amministratore di sostegno ha scritto all’ufficio spezzino di Equitalia. Sembra che non sia servito a nulla riepilogare tutta la vicenda e chiedere di ritirare il pignoramento.

E pensare che lo stesso amministratore aveva premesso di essere stato autorizzato a scrivere all’ente di riscossione dal giudice tutelare. «Il blocco del conto corrente fa si che l’amministratore si veda impossibilitato non solo a pagare gli stipendi delle badanti, ma altresì a far fronte al pagamento di bollette e utenze domestiche, l’affitto dell’appartamento e perfino generi alimentari», si legge nel documento inviato a Equitalia.

La vicenda appare piuttosto complessa, anche perché il fisco ritiene di vantare un credito che ammonta a 186 mila euro. Grazie al pignoramento, ne sono stati congelati circa 90 mila, ai quali si sommerà la pensione fino a dicembre. «Siamo riusciti, a partire da gennaio, a dirottare la pensione del cliente in un altro conto», afferma l’avvocato Nardone. La situazione appare piuttosto complessa, una sorta di cortocircuito normativo.

Il pensionato, ormai anni fa, è stato colpito da un ictus da cui purtroppo non è mai riuscito a riprendersi. Per questo il 30 ottobre 2013 la ditta di cui era amministrare venne ceduta a un’altra società che, attraverso una scrittura privata siglata di fronte a un notaio della città, si accollò i «debiti fiscali e previdenziali scaturiti dall’accertamento peritale» effettuato prima di stipulare il contratto. L’amministratore di sostegno ha prodotto la documentazione relativa alla cessione in allegato alla lettera inviata a Equitalia, sostenendo che il fisco non dovesse “aggredire” i beni del pensionato disabile.

Il Secolo XIX

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