Papa Francesco atteso in Africa tra allarmi 007 e speranze locali

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Decollerà alle 7.45 di mercoledì il volo Alitalia che accompagnerà Papa Francesco nel viaggio apostolico in Africa. Il Santo Padre atterrerà a Nairobi alle 17 locali (15 italiane) e sarà per lui la prima visita assoluta in un paese africano. Alitalia accompagnerà Papa Francesco anche nelle successive mete di Entebbe (Uganda) il 27 novembre e Bangui (Repubblica Centrafricana) il 29 novembre. Il viaggio apostolico si concluderà il 30 novembre con l’arrivo alle ore 18.45 all’aeroporto di Roma Ciampino. “Il viaggio – informa la compagnia – sarà effettuato con Airbus A330-200, uno dei nuovi aerei Alitalia con il nuovo disegno della livrea e una nuova configurazione degli interni.  L’A330 è un aereo di lungo raggio con una capienza di 250 posti, un’autonomia di 11.000 Km, e una velocità di crociera di 900 Kmh”.

Lombardi, no nuovi motivi allarme  – “Non ci risultano elementi nuovi di preoccupazione per cui il programma continua ad essere quello previsto. Il Papa spera vivamente di portare il suo messaggio di pace”. Così padre Lombardi, Direttore della sala stampa vaticana, ha commentato l’allarme lanciato dai servizi francesi riguardo ai rischi legati alla visita di papa Francesco nella Repubblica Centrafricana.
Per Francesco sarà la sua prima volta nel continente africanoe porterà la sua parola di incoraggiamento e speranza a Kenya, Uganda e Centrafrica. Nel videomessaggi alle popolazioni che si appresta a incontrare dice: “Verrò da voi come messaggero di pace”: Papa Francesco si rivolge così agli abitanti della Repubblica Centrafricana, la tappa più a rischio fin dall’inizio. Ma Bergoglio ha fortemente voluto questa visita ed è lì, nella capitale Bangui, che anticiperà l’apertura dell’Anno Santo il 29. Nel videomessaggio Francesco infatti conferma: “Avrò la gioia di aprire per voi, un po’ in anticipo, il Giubileo della Misericordia, che sarà per tutti, mi auguro, l’occasione provvidenziale per un autentico perdono, da ricevere e da dare, e un rinnovamento nell’amore”. E poi aggiunge: “Sarò pronto a sostenere il dialogo interreligioso per incoraggiare la convivenza pacifica nel vostro Paese. So che è possibile, perché siamo tutti fratelli”.

Fonte Ansa

Roma, 25 novembre 2015