Consulta: Grasso e Boldrini, grave mancata elezione

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Fumata nera nella votazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione di tre giudici della Consulta. A quanto apprende l’ANSA a spoglio in corso da fonti parlamentari di maggioranza, nessuno ha raggiunto il quorum richiesto di 571 voti. Servirà una nuova votazione. A quanto si apprende, il più votato è stato Augusto Barbera con 536 voti, seguito da Giovanni con Pitruzzella 492 e Francesco Paolo Sisto con 511. Tutti sotto il quorum necessario.

Franco Modugno, sostenuto da M5S, ha riportato 140 voti, Gaetano Piepoli (deputato di Per l’Italia – Centro democratico) 56, Felice Besostri 10.

“E’ grave che il Parlamento ancora una volta non sia riuscito ad esprimere i suoi rappresentanti alla Corte, il cui funzionamento è seriamente compromesso dalla mancanza di un accordo efficace tra le forze politiche”. Così Laura Boldrini e Pietro Grasso in una nota congiunta. “Nelle prossime ore – annunciano – comunicheremo la data della nuova seduta comune, che si terrà a breve”

M5s, da oggi più che mai necessari noi – “La spartizione delle poltrone in perfetto stile Partito della Nazione ha fallito: se vogliono cambiare metodo ed arrivare al ‘metodo’ 5 stelle noi ci siamo e penso che oggi noi siamo più che mai necessari”. Lo dice il deputato M5s, Danilo Toninelli, commentando la fumata nera per la Consulta.

Per il Pd quello di Augusto Barbera “è un nome che resta”. Lo afferma il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato interpellato dai cronisti a Montecitorio. Per Rosato “bisogna andare rapidamente a una nuova votazione. decideranno i presidenti delle Camere, ma bisogna eleggere quanto prima” i giudici della Consulta.

“Per quanto riguarda Forza Italia resta salda l’indicazione dell’avvocato onorevole Francesco Paolo Sisto per la Corte Costituzionale, tenuto conto anche del risultato lusinghiero raggiunto nelle votazioni di oggi. Chiediamo che venga calendarizzata al più presto una nuova seduta comune del Parlamento per un nuovo voto”. Lo dicono i capigruppo di Fi Brunetta e Romani.

 

Fonte Ansa

Roma, 26 novembre 2015