Jet abbattuto, Mosca porta i missili a Latakia

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A un passo dall’abisso di un conflitto militare, Mosca e Ankara hanno fatto un passo indietro per abbassare la tensione all’indomani dell’abbattimento di un caccia russo da parte della Turchia. Intanto, si è chiarita la sorte del secondo pilota del Su-24: è illeso e in salvo, recuperato da militari siriani e forze speciali russe che lo hanno riportato nella base aerea di Latakia. Per ora i toni tra le due capitali si sono abbassati: la Russia non vuole una guerra con la Turchia, ha assicurato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov. E il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha assicurato che Ankara non vuole alimentare tensioni con la Russia, “un Paese amico e vicino” con cui i canali di comunicazione sono rimasti aperti. I due ministri degli Esteri, il russo Serghei Lavrov e il turco Mevlut Cavusoglu, hanno avuto un colloquio telefonico al termine del quale Ankara ha fatto sapere che l’incontro tra i due (in programma oggi ma annullato da Lavrov) potrebbe tenersi a margine della ministeriale Osce del 3-4 dicembre a Belgrado.

 

Alta tensione Turchia-Russia – Turchia e Russia restano comunque salde sulle loro posizioni: Ankara ha diffuso l’audio del messaggio di avvertimento che sarebbe stato inviato ai piloti, prima di abbattere il Su-24: “Attenzione, queste sono le forze aeree turche, vi state avvicinando allo spazio aereo turco, cambiate immediatamente la vostra rotta verso sud”. Secondo Ankara, il messaggio è stato ripetuto ogni 30 secondi per 5 minuti, ma è stato ignorato dai piloti russi. Ma, in dichiarazioni rese ai media russi, il pilota sopravvissuto ha assicurato che nessun avvertimento, né via radio né visivo, è stato lanciato al caccia, e il caccia non ha sconfinato neanche per un secondo. Oggi i caccia russi hanno bombardato la zona occupata dai ribelli siriani nella provincia di Latakia, dove martedì è precipitato il Su-24 ed è stato ucciso uno dei due piloti pacadutatisi. Il presidente, Vladimir Putin, non ha escluso che si possano verificare nuovi incidenti e ha avvertito che Mosca reagirà “in un modo o nell’altro”. Lavrov, che comunque ha escluso un boicottaggio economico, si è spinto a dire che l’abbattimento è stata “una provocazione pianificata” e un atto deliberato”. La rabbia russa è anche testimoniata dal lancio di sassi e uova conro l’ambasciata turca a Mosca durante un sit-in di protesta. Mosca intanto rafforza il suo dispositivo in Siria e fa sapere che dislocherà sistemi di difesa missilistica S-400 presso la sua base aerea di Hamimim, nella provincia di Latakia, ad appena 30km dalla frontiera con la Turchia, dove sono di stanza gli aerei russi che partecipano alla missione anti-jihadista. La misura segue l’invio dell’incrociatore lancia-missili Moskva, fiore all’occhiello della flotta russa, nella zona costiera vicino Latakia, che appoggerà con le sue batterie anti-missile Fort, simile agli S-400, le missioni aeree russe in Siria.

 

Fonte IL TEMPO

Roma, 26 novembre 2015