Erdogan, reazione diversa sapendo che jet era russo

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“La Turchia avrebbe reagito diversamente se avesse saputo che l’aereo era russo”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sul jet abbattuto martedì dai caccia di Ankara al confine con la Siria. Putin non ha risposto alle telefonate fatte dal suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan dopo l’abbattimento del jet russo. Lo ha rivelato lo stesso Erdogan in un’intervista a France 24, criticando Putin per questo comportamento.

Un gruppo di circa 50 imprenditori turchi è stato fermato dalle autorità russe a Krasnodar, nella Russia meridionale, con l’accusa di aver mentito sul motivo del loro ingresso nel Paese. Lo riferisce la Cnn Turk. Secondo quanto raccontato da uno degli imprenditori, la comitiva sarebbe stata fermata ieri per poi comparire stamani davanti a un giudice, che li avrebbe condannati a dieci giorni di detenzione e una multa di 4 mila rubli (poco meno di 60 euro).

Resta altissima, dunque, la tensione tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento due giorni fa di un Jet che Ankara sostiene abbia invaso lo spazio aereo turco. 

Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito le critiche alla Turchia per quanto accaduto al caccia. Mentre Erdogan fa sapere di non essere disposto a chiedere scusa. Il ministero degli esteri russo ha raccomandato ai propri connazionali di non visitare la Turchia e a quelli che si trovano attualmente in quel Paese di rimpatriare a causa della minaccia terroristica.

Sono “assolutamente inspiegabili – ha dichiarato – le pugnalate alla schiena a tradimento da coloro che ritenevamo partner e alleati nella lotta al terrorismo”. “Finora non abbiamo sentito le scuse dal massimo livello politico turco né tantomeno le proposte di risarcire i danni e di punire i criminali per il reato commesso”.

“Penso che se c’è una parte che deve scusarsi, non siamo noi. Deve scusarsi chi ha violato il nostro spazio aereo. I nostri piloti e le forze armate hanno semplicemente fatto il loro dovere”. Ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un’intervista alla Cnn.

C’e’ l’impressione che le autorità turche portino deliberatamente i rapporti con la Russia in un vicolo cieco, ha detto Putin ricevendo al Cremlino le credenziali dei nuovi ambasciatori stranieri.

Erdogan risponde alla accuse di Mosca: “Quelli che dicono che noi compriamo il petrolio da Daesh (l’Isis, ndr) devono provarlo”. E poi aggiunge: “La Russia non sta combattendo davvero l’Isis in Siria, sta uccidendo turcomanni e siriani a Latakia”.

Mosca prepara misure economiche restrittive contro Ankara: lo annuncia il premier Medvedev precisando che il governo russo entro 2 giorni presenterà proposte in tal senso e che le misure non avranno una scadenza prefissata. Il premier russo propone anche di interrompere i negoziati con Ankara per il trattamento economico preferenziale. Il rafforzamento dei controlli delle autorità russe sui prodotti alimentari turchi e’ “dovuto a diversi fattori” tra cui anche una possibile minaccia terroristica: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Sulla questione sono intervenuti nuovamente gli Stati Uniti: “La decisione di Mosca di schierare i sistemi di difesa anti missilistica S-400 alla base militare russa a Latakia non fa che complicare la situazione e non favorisce la lotta all’Isis, sostiene l’ambasciata Usa in Russia, citata da Interfax, aggiungendo di augurarsi che gli S-400 non siano rivolti contro gli aerei della coalizione a guida Usa.

 

Fonte Ansa

Roma, 27 novembre 2015