Avete un conto corrente alle Poste? Ecco cosa succederà da lunedì

Avrà inizio lunedì 12 ottobre la privatizzazione, poste2parziale, di Poste Italiane. L’operazione verrà realizzata attraverso un’offerta rivolta ai risparmiatori italiani, ai dipendenti del gruppo Poste Italiane e ad investitori italiani e internazionali. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze quoterà sul mercato poco meno del 40% del capitale sociale di Poste Italiane, prima operazione di questo tipo da 16 anni a questa parte per una società direttamente controllata dal Tesoro.

“E’ un’operazione fondamentale del programma di privatizzazioni del Governo, che ha l’obiettivo di rafforzare la società, rendere più efficienti i servizi resi ai cittadini, potenziare il mercato dei capitali e reperire risorse finanziarie da destinare alla riduzione del debito”, sottolinea il Mef. La quotazione di Poste Italiane “rientra nella stagione di riforme che il Governo sta attuando e rappresenta un ulteriore segnale ai mercati di un significativo cambiamento in atto”.

L’offerta riguarda un quantitativo massimo di 453 milioni di azione ordinarie, corrispondenti al 34,7 % del capitale sociale.

Le azioni cedute dal Mef potranno raggiungere il 38,2% del capitale della società in caso di esercizio integrale dell’opzione greenshoe. La forchetta di prezzo è compresa tra un minimo non vincolante di 6 euro per azione e un massimo vincolante per la sola offerta pubblica di 7,5 euro, che corrisponde a una valorizzazione indicativa del capitale economico della società tra 7,837 e 9,796 miliardi di euro. Dalla cessione di queste quote, lo Stato potrebbe incassare incassare circa 2,5 miliardi di euro, con possibilità di arrivare fino a 4 miliardi, in base ai range di prezzo ipotizzati in questi giorni dalle banche coordinatrici dell’offerta.

Per Fitch non cambia il rating di Poste Italiane in vista della quotazione. L’operazione, spiega l’agenzia di rating, “non altererà l’importanza o il rapporto del gruppo con il governo italiano”. “In base ai nostri criteri per le società controllate lo Stato resta sponsor di Poste, e riteniamo che il sostegno straordinario rimarrà altamente probabile se necessario”, sottolinea Fitch spiegando che “l’importanza strategica del gruppo e la sua integrazione con il governo rimarrà anche dopo” tale operazione.

1 gennaio 2016