Soldi alle famiglie che ospitano rifugiati

Trecentocinquanta euro al mese per chi ospita un profugo che ha richiesto asilo, quattrocento euro se si vuole e può ospitare più di una persona.

Il bando per il censimento delle famiglie disposte all’accoglienza è rilanciato sul sito del Comune di Milano, nell’ambito di stanziamenti del ministero dell’Interno per offrire assistenza a richiedenti asilo e rifugiati (è il sistema di protezione cosiddetto Sprar). Volontari e privati si impegnano già da tempo a incentivare l’assistenza in famiglia, anche attraverso il portale Refugees Welcome (che si dedica a far incontrare chi desidera accogliere i profughi e chi cerca asilo) ma ora è Palazzo Marino a lanciare un bando aperto a tutte le famiglie che hanno una stanza da offrire, adeguati servizi igienici e disponibilità «a condividere la quotidianità con persone provenienti da diversi contesti socio- culturali». Le famiglie dovranno poi seguire un corso di formazione di due giorni e sottoporsi a un colloquio con un psicologo. Alla fine, potranno ospitare i rifugiati. Si tratta di accoglienza temporanea della durata di sei mesi.

Il bando solleva la protesta della Lega che accusa Palazzo Marino di «scialare quattrini» e sovvertire l’agenda e la replica del Comune che definisce «barbarie» la posizione leghista. Dice Paolo Grimoldi (nella foto), segretario regionale della Lega: «Verrebbe da pensare che il Comune non abbia altri problemi di politiche sociali da affrontare se la giunta arancione di Pisapia può permettersi di mettere in cima alle priorità gli immigrati clandestini, anche se poi girando nelle periferie della città vediamo bene che non è così». Nella nota, firmata col segretario provinciale Davide Boni, si mette in dubbio la regolarità dei richiedenti asilo, definendoli «clandestini» ma soprattutto si dice che i fondi «andrebbero destinati ad aiutare le migliaia di anziani che non riescono a pagare l’affitto e non hanno assistenza domiciliare e ai tanti disoccupati o genitori separati che finiscono a dormire in macchina e sono costretti a rivolgersi alla Caritas o alle mense per i poveri». Replica dura di Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali: «La nostra scelta sull’accoglienza non cambia. Attraverso fondi statali vogliamo fare ancora di più il nostro dovere. La barbarie leghista non ci ferma». Scontro verbale violento tra posizioni agli antipodi.

Il Giornale
4 Gennaio 2016