Pensioni future: come aumentarle (e perché nessuno lo dice)

inps-ape40Allarme pensioni per chi oggi ha meno di 40-50 anni. La soluzione? Crearsi una pensione complementare, integrativa di quella che pagherà l’Inps. Ma in Italia nessuno ne parla. Ecco perché

Secondo una recente indagine, nel corso della quale è stato interpellato un campione significativo di lavoratori giovani e meno giovani, una delle domande e delle preoccupazioni più ricorrenti è risultata la seguente: “Qquando cesseremo di lavorare per limiti di età o di salute quale sarà la nostra pensione?”. Una domanda tanto più insistente quanto più alta è la convinzione che questa pensione, oltre ad ottenerla ad un’età sempre più elevata, sarà sicuramente inferiore, e di molto, a quelle che vengono oggi pagate a chi ha già lasciato il lavoro.

Secondo calcoli comunque approssimativi e per grandi linee chi oggi ha un’età tra i 40 e i 45 anni e un’anzianità lavorativa tra i 15 e i 20 anni, molto difficilmente potrà ottenere una pensione superiore al 40/50 per cento di quella che sarà la sua ultima retribuzione.

E questo principalmente per i seguenti motivi: nell’ordine: 1) queste pensioni saranno calcolate esclusivamente con il metodo contributivo; 2) il posto fisso, a tempo indeterminato è sempre più raro e sostituito da più rapporti di lavoro a tempo determinato spesso intervallati da periodi di non occupazione; 3) le retribuzioni, soprattutto nel settore pubblico, sono ormai ferme da anni ad importi che l’aumento di fatto del costo della vita e quello sistematico delle tasse, sia dirette che indirette, riducono ulteriormente. A tutto ciò va aggiunto, di contro, che la necessità di poter contare su una pensione adeguata alle proprie esigenze, personali e familiari, è ulteriormente accentuata dal fatto che la c.d. “speranza di vita” e cioè la durata media delle nostre vite è in costante aumento.

In sintesi: diminuiranno le pensioni e aumenteranno le necessità.

Ma di quanto sarà concretamente l’importo medio della pensione di chi oggi ha non più di 40/45 anni di età?

Soltanto l’Inps – che in pratica è ormai diventato quasi l’unico istituto pensionistico italiano – e alcuni Fondi pensione privati possono riuscire a calcolarlo con un minimo di approssimazione.

L’obbligo di inviare queste previsioni-proiezioni esiste per legge da quasi 20 anni, ma solo recentemente l’Inps ha cominciato a mandare (per ora ad un ristrettissimo numero di interessati) queste comunicazioni con quella che viene chiamata la “busta arancione”, mutuando l’espressione dal colore della lettera che in Svezia viene inviata sistematicamente agli assicurati per comunicare l’importo delle prestazioni cui hanno diritto. Tito Boeri, Presidente Inps, ha però assicurato che quanto prima il suo Istituto cercherà di aumentare notevolmente il numero di queste comunicazioni. Staremo a vedere.

Ma che può fare chi oggi lavora per aumentare la propria pensione futura?

In alternativa alla Lotteria Italia, al Superenalotto e al Gratta e Vinci resta una sola possibilità:crearsi una pensione complementare, integrativa di quella che pagherà l’Inps. Di pensione e di previdenza complementare in Italia si parla molto poco e, in questi ultimi 2/3 anni, praticamente mai.

Eppure la possibilità e le modalità con cui costituirsi volontariamente questa seconda pensione sono state introdotte in Italia più di 20 anni fa (con il D.Lvo 21.04.1993 n. 124) e completamente ridisciplinate più volte e, da ultimo, con la Finanziaria 2007.

Per troppi anni però ci si è cullati nella convinzione che il nostro sistema pensionistico fosse uno dei migliori e più generosi di tutto il mondo più industrializzato. Forse lo è stato. Ma poi le cose sono cambiate: l’aumento del numero e dell’importo delle pensioni in pagamento, l’aumento della durata media della vita, le crisi economiche e finanziarie via via scoppiate e, da ultimo, la necessità di ridurre il deficit del Bilancio statale hanno ridotto, e di tanto, questo quadro idilliaco e questa certezza di una buona pensione futura. Da ultimo la riforma Fornero ha inferto il colpo di grazia sia a chi si credeva ormai vicino alla pensione, sia a chi aveva cominciato a lavorare da pochi anni. – CONTINUA A LEGGERE SU AFFARITALIANI.IT