Caso Cucchi: un video scagionerebbe i Carabinieri. parla per la prima volta il Maresciallo Roberto Mandolini

 

L’INTERVISTA

 

Cosa successe quella sera?

«Quella sera avevamo altre due persone arrestate per rapina. Stavamo terminando tutti gli atti burocratici. Fu una giornata pesante sotto il profilo lavorativo».

Come siete arrivati a Stefano Cucchi?

«Nei giorni precedenti c’era stato un esposto da parte di alcuni genitori preoccupati, perché avevano notato una persona magra, con un cane, che si aggirava nel parco dell’Appio Claudio a Roma, adiacente alle scuole, e faceva dei movimenti strani come lo spaccio di stupefacenti. I bambini, i cui genitori esposero la preoccupazione, frequentavano la stessa scuola di mio figlio».

 

Cosa è successo dopo l’esposto?

«Io ho predisposto, come Comandante, molti servizi mirati ad arrestare questa persona che preoccupava la collettività dei quartieri dove io avevo giurisdizione. L’arresto avvenne il 15 ottobre, ma l’esposto c’era stato qualche giorno prima quando accompagnavo mio figlio a scuola».

Raccontiamo l’arresto, tutto quello che è successo

«Dopo l’arresto, avvenuto intorno alle 23.30 circa, vennero fatte tutte le operazioni di routine. Sembrerà strano, ma non c’è molto da raccontare. Era un arresto di routine e venne invitato in caserma anche l’acquirente delle sostanze stupefacenti e fu sentito a sommarie informazioni. Lo stesso ha anche dichiarato di comprare abitualmente la sostanza da Stefano Cucchi».

Dunque l’acquirente avrebbe confermato

«Si, il verbale è agli atti. E lo stesso acquirente ha anche dichiarato che nessuno dei Carabinieri ha toccato o pestato il Cucchi».

Quando inizia l’odissea?

«Dopo circa un mese da quell’arresto è iniziata l’odissea mediatica che ancora oggi prosegue».