Caso Cucchi: un video scagionerebbe i Carabinieri. parla per la prima volta il Maresciallo Roberto Mandolini

Come è stata stravolta la sua vita?

«Ho passato e vissuto momenti terribili da luglio ad oggi. Essere rappresentato come un delinquente, un assassino, un bugiardo, è stato sfiancante. E’ stato sfiancante non far vedere il telegiornale ai bambini, non far sentire il cognome sui TG, soprattutto al figlio più grande. I miei figli, cresciuti con una educazione incentrata sul rispetto delle leggi, delle regole, dell’armonia famigliare, e soprattutto nel non dire  bugie. Immagini cosa si prova nell’aprire il giornale e leggere a caratteri cubitali “HA MENTITO”. E nonostante questo, ho accompagnato i miei figli a scuola indossando la divisa, proprio per la trasparenza e la pulizia che mi contraddistingue, ricevendo altresì una miriade di affetto da tutti i cittadini del quartiere, che sapevano chi ero, e cosa avevo sempre fatto nella mia carriera professionale».

«Mi si accusa di non aver detto tutta la verità su un presunto pestaggio che  i miei uomini avrebbero fatto ai danni di Stefano Cucchi, cosa che anche il padre smentisce, in un video che esiste dal 2009 e del quale sono venuto in possesso. Il video sarà depositato agli atti. Non lo so perché non è uscito prima. Forse la vera verità non interessa a nessuno. Il padre afferma quello che abbiamo sempre detto noi. E la perizia medica afferma che le occhiaie non sono assolutamente pugni o contusioni. Senza ombra di dubbio».

Taranto, 31 gennaio 2016

di Elena Ricci