“Io omosessuale di buon senso contro la maternità surrogata”

1457076551-alfonso-signorini«Ma poi, quelle che urlavano l’utero è mio, dove sono finite? Perché non dicono nulla di questa mercificazione dell’utero femminile?». A sorpresa (?) il direttore di Chi Alfonso Signorini, 51enne ed omosessuale dichiarato, si schiera, nell’articolo di fondo di questa settimana, contro la maternità surrogata.«Prima di ogni cosa, sono per il diritto dei bambini. E non si può negare loro il diritto di avere una madre naturale. È un rapporto irrinunciabile che non deve essere lacerato per l’egoismo di qualcuno. Sono contento per Nichi Vendola e il suo compagno. Ma la madre, dov’è?».

Sorprendente direttore…

«Per niente. Parlo da omosessuale. Ma da omosessuale di buonsenso. Mi fermo dove si ferma la natura. Oltre non bisognerebbe mai andare».

Quindi non è favorevole a questa scelta in ogni caso?

«Comprendo bene il desiderio di paternità e di maternità. Mi sforzo di capire le ragioni di una donna che magari è stata malata e non può avere figli in maniera convenzionale perché le è stato asportato l’utero. Ma anche in quel caso trovo che la maternità diventi macchinosa e si allontani dal corso naturale delle cose. Perciò a maggior ragione fatico a comprendere chi vuol fare di un problema personale, un credo universale».