Quindicenne schiavizzata e abusata da compagno, liberata dalla Polizia

volanti polizia notte pattuglieLasciano sgomenti le violenze (anche sessuali), le minacce, i soprusi e le privazioni che per oltre due anni ha subito un’adolescente brindisina per mano del suo convivente di 32 anni, dalla cui relazione è nato un bimbo. L’incubo è finito martedì sera (1 marzo), grazie all’intervento dei poliziotti della Divisione Anticrimine di Brindisi , che hanno arrestato il balordo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta del pm che ha coordinato le indagini.

La malcapitata era diventata ostaggio del compagno. Lei, che aveva appena 15 anni quando, nell’estate del 2013, è iniziata la relazione affettiva con un uomo di 15 anni più grande, ha vissuto in un regime di segregazione, privata di ogni libertà. Sin dai primi mesi di gravidanza, l’uomo, in più occasioni, minacciava di uccidere sia la donna che il nascituro con frasi del tipo “questo è mio e lo uccido”, “ti uccido e ti faccio a pezzi con un machete, dopo ti sciolgo quel bel visino che hai nell’acido muriatico”, percuotendo la stessa con calci e pugni e cagionandole lesioni personali, proibendone l’uso del telefono cellulare, sino a distruggerlo per impedirle di chiedere aiuto.

In particolare, nel 2014, mentre la coppia si recava in automobile in località Specchiolla, dopo aver preso una strada di campagna, l’uomo minacciava ulteriormente la minore, dicendo “ho preso questa strada perché ho la pistola in macchina e ti devo uccidere”. Successivamente, costringeva la ragazza a scendere dall’autovettura e, lasciato il figlio ancora in fasce nella vettura, la picchiava violentemente, afferrandola per i capelli e minacciando di gettarla da una scogliera. Quindi, picchiatala ulteriormente, la abbandonava a terra intimandole di non raccontare l’episodio a nessuno, diversamente l’avrebbe uccisa.