«Gli animali non si drogano, non usiamoli per i test su alcol e fumo»

Clipboard02-kvDG-U43160454754963kFF-593x443@Corriere-Web-SezioniGli animali non fumano, non bevono alcolici e non si drogano. Eppure continuano ad essere utilizzati nei test sull’abuso di sostanze che creano dipendenza, comportamento tipicamente umano e non facilmente riproducibile in esseri che sono senzienti – e dunque provano dolore, paura, ansia -, ma i cui meccanismi mentali, anche per la mancanza dei condizionamenti psicologici e culturali tipici della società umana, sono completamente differenti. Un «paradosso etico e scientifico» secondo la Lav, la Lega Antivivisezione, che chiede ora il divieto immediato della sperimentazione animale correlata a droghe, alcol e fumo. Una prescrizione, questa, già contenuta in un decreto legislativo (il 26/2014) che ha recepito la normativa europea, ma la cui attuazione è rimandata al 1 gennaio 2017. Una dilazione che, secondo l’associazione, nasconde la scarsa volontà di dare reale attuazione alle nuove norme, che prevedono pure il bando degli xenotrapianti, ovvero lo scambio di organi tra specie diverse, per esempio tra maiali e scimmie.

«Esperimenti atroci»

«Gli esperimenti in questo campo sono atroci, anacronistici e da decenni non portano a nulla se non a finanziare chi li esegue – spiegano alla Lav -. C’è uno sperpero di risorse pubbliche che potrebbero invece essere utilizzate in attività di prevenzione e di contrasto alle dipendenze». Il ragionamento parte dal presupposto che sono già note le conseguenze dannose – talvolta pure letali – del fumo, dell’alcol e delle droghe in genere. E il fatto che siano in molti a farne uso – e che di conseguenza siano in molti ad ammalarsi e ad essere curati dal sistema sanitario – mette a disposizione della ricerca una casistica molto ampia. Basti pensare che i fumatori in Italia sono circa 11 milioni di fumatori (fonte: indagine Doxa per il ministero della Salute), a cui si aggiungono 6 milioni di ex fumatori, pari nel complesso a circa un terzo della popolazione. In questo contesto e con tanti dati già disponibili i test sugli animali rischiano dunque, secondo la Lav, solo di allungare i tempi della ricerca e di essere ostacolo alla sperimentazione di cure efficaci sugli esseri umani.