«Gli animali non si drogano, non usiamoli per i test su alcol e fumo»

Prodotti «cruelty free»

Anche se la posizione della Lav è di contrarietà assoluta alla sperimentazione animale, in questo caso l’obiettivo è raccogliere un fronte più ampio di consenso focalizzando l’attenzione proprio sul fatto che un gran numero di animali viene sottoposto a test finalizzati ad evidenziare meccanismi già noti e per di più relativi a sostanze di cui l’opinione pubblica comprende la nocività. Qualcosa di simile è già avvenuto nella cosmetica: in passato non veniva messa in discussione l’utilità dei test sugli animali dei prodotti immessi sul mercato. Oggi, invece, sono molte le aziende fanno della loro scelta «cruelty free» una medaglia di merito, evidenziata nel brand e nel packaging. Una scelta che proprio per questo viene spesso premiata anche dai consumatori.

Fonte: Il Corriere
4/3/2016