L’ex marito non vuole che il figlio vada alla scuola privata? Gliela deve pagare lo stesso

scuolaAccoglibile il decreto ingiuntivo emesso nei confronti del coniuge per ottenere il rimborso delle spese straordinarie destinate all’educazione del figlio, anche se sono state decise soltanto dall’ex.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, nell’ordinanza 4182/2016 (qui sotto allegata) su ricorso di un padre che si era opposto al decreto ingiuntivo con cui l’ex moglie chiedeva il rimborso di oltre 4mila euro, rappresentanti il 50% delle spese scolastiche sostenute per il figlio.

L’uomo lamentava che l’ex non avesse con lui discusso circa le spese, essendosi limitata a iscrivere di propria iniziativa il figlio in un istituto privato per recuperare un ritardo scolastico.
Il giudice del merito sostiene che non risulta prescritto nell’ordinanza presidenziale che i genitori debbano concordare le spese scolastiche, mentre nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo si può tutt’al più discutere circa la necessarietà di tali esborsi.
Non avendo il ricorrente contestato alcunché, l’obbligo del rimborso può fondarsi per i giudici sul dato obiettivo dell’anticipazione della spesa.

In sede di legittimità, il ricorrente sostiene che a norma dell’art. 155 c.c. le decisioni di maggiore interesse per i figli, relative all’istruzione, debbano essere assunte di comune accordo tra i coniugi ovvero, in caso di disaccordo, la decisione vada rimessa al giudice.