Per quindici anni cerca la madre che l’ha abbandonata da neonata, poi la scoperta choc

1589044_schermata_2016_03_04_alle_14.52.58Per quindici anni ha cercato la donna che l’aveva messa al mondo e l’aveva abbandonata quando era solo una bambina: non avrebbe mai potuto immaginare che il destino le avrebbe riservato il più sconcertante dei risvolti. Perché Nita Valdez, la madre di cui non aveva mai saputo nulla, non solo le era più vicina di quanto pensasse, ma aveva lavorato al sui fianco per ben 2 anni senza che mai le due si fossero riconosciute.

Per anni Jenny Thomas, una 40enne di Rochester, nello stato di New York, si è tormentata intorno a innumerevoli domande rimaste senza risposta. Un lungo periodo di ricerche, che si era rivelato solo un grosso buco nell’acqua, l’aveva spinta a rivolgersi alla trasmissione televisiva “Long Lost Family” che mette a disposizione la sua redazione per trovare parenti lontani di cui si sono perse le tracce. La storia di Jenny, in un primo momento, sembrava la classica storia di abbandono: la piccola era nata da una relazione tra Nita e un ragazzo al di fuori del matrimonio. Una circostanza inaccettabile per il padre della donna, un pastore che temeva di essere travolto dallo scandalo.

La mamma di Jenny, alla fine, dovette cedere alle pressioni della sua famiglia: i suoi le avevano giurato che non si sarebbero mai presi cura di lei e della bambina e Nita, ragazza madre con pochi soldi, fu costretta a consegnare la piccola ai servizi sociali. Da allora le strade di mamma e figlia si sono separate fino a quando Jenny non si è messa sulle tracce di Nita: anni di ricerche che non hanno portato a nulla fino alla sconvolgente scoperta. Le due, dieci anni fa, erano entrate in contatto in maniera del tutto inconsapevole: per due anni avevano lavorato fianco a fianco in un ospedale di Rochester. Uno choc per Jenny che, quando ha preso in mano la foto della mamma, è scoppiata a piangere ripetendo come un mantra: «Dio mio, io la conosco».

«Ho continuato a guardami in giro per anni, cercando delle somiglianze, chiedendomi se c’erano donne che mi guardavano perché mi conoscevano – ha raccontato Jenny al New York Post – Scoprire che Nita è mia madre mi ha sconvolto. Ho lavorato al suo fianco, ma devo ammettere di non aver mai sentito alcuna connessione». Adesso Nita e Jenny sono pronte per incontrarsi, ma soprattutto per riconoscersi.

Fonte: Il Messaggero
4/3/2016