“Perché liberi 24 ore dopo?” I dubbi sugli ostaggi salvati

La famiglia di Salvatore Failla chiede chiarezza: “Perché dopo la sua morte hanno liberato gli altri due connazionali?”

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Ora la famiglia di Salvatore Failla chiede chiarezza. La chiede al governo e alle forze di sicurezza italiane.

Sono tante, troppe le ombre sulla morte di Fausto Piano e Salvatore Failla. “Dopo tante reticenze, segreti e misteri, la famiglia Failla pretende ora delle spiegazioni – dichiara Francesco Caroleo Grimaldi, legale della famiglia del tecnico della Bonatti – come è stato possibile che appena 24 ore dopo la loro morte siano stati liberati gli altri due connazionali? Al di là della bella notizia legata alla loro liberazione, la famiglia Failla vuole vederci chiaro in questa vicenda e qualcuno dovrà pur darle delle risposte”.

“Fino ad ora la famiglia Failla è stata zitta ma adesso farà sentire le sue ragioni in tutte le sedi – prosegue il legale – Per questo motivo, verrà nominato un consulente tecnico che possa prendere parte all’accertamento medico legale disposto dalla Procura di Roma quando saranno riportate in Italia le salme”.

Intanto oggi una tv libica ha trasmesso un video che riprende i momenti del blitz contro i terroristi, forse i carcerieri dei quattro connazionali. Nelle immagini si intravederebbero i corpi dei jihadisti. I quattro tecnici erano stati rapiti nel luglio scorso. (guarda il video)

Non è ancora molto chiaro come siano stati uccisi due dei dipendenti della Bonatti. Secondo un testimone libico, sarebbero stati usati dai jihadisti come scudi umani. Ma le circostanze della loro morte sono ancora tutte da dimostrare.

Molte le ipotesi in campo. Secondo alcune indiscrezioni i due italiani sarebbero deceduti durante un trasferimento da una base dei terroristi all’altra, lontano da Sabrata. Secondo il capo del “Sabratha Media Center”, Esam Krair, alcune brigate locali avrebbero attaccato un pick-up a sud di Sabrata, uccidendo le persone che erano a bordo. I corpi dei due uccisi sarebbero stati poi ritrovati in un secondo momento, scambiati addirittura per terroristi provenienti dalla Libia.