Tonelli continua lo sciopero della fame

Polemica sulla nota della Questura di Roma e sulle notifiche ai quattro agenti, ricevute sabato mattina

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E’ iniziata una vera e propria guerra mediatica tra la Polizia e il Sindacato autonomo di polizia, in prima linea contro i buchi nella formazione, l’equipaggiamento degli agenti, lo stato delle volanti e dei commissariati e la carenza di personale.

Un continuo braccio di ferro che non cesserà. Dopo la sospensione e il rischio di destituzione per F.R., sindacalista Sap, e la denuncia del capo della Polizia Alessandro Pansa e il questore capitolino Nicolò D’Angelo alla Procura di Roma da parte del sindacato, si aggiungono gli avvisi di garanzia e di conclusione delle indagini preliminari notificati a Gianni Tonelli, a digiuno da 46 giorni, dimesso ieri dal Santo Spirito di Roma dove era stato ricoverato dopo un malore, e ad altri quattro agenti-assistenti.

Ovviamente con tanto di proteste a seguito. Il Sap ha “impugnato” la nota diffusa dalla Questura di Roma venerdì sera, dalla quale era emersa la notifica dei procedimenti a carico dei cinque, mentre le notifiche per i quattro poliziotti sono giunte solo nella mattinata di ieri. Fatta eccezione per Tonelli, dunque, che è stato raggiunto l’altro ieri da un funzionario e due ispettori della Digos mentre era ricoverato su una barella del pronto soccorso.

Ma non è tutto. Il Sap ha denunciato anche “la malafede dei comportamenti dell’amministrazione” poiché “l’atto della Procura porta la data del 9 febbraio”. Insomma, è l’accusa velata del Sap, come mai un’indagine così complessa è durata un paio di mesi? E, ha lamentato ancora il sindacato, “non si comprende come mai si sia dovuto aspettare venerdì 4 marzo, precisamente le 19 e 30”.

Qualche ora prima, dopo i tanti appelli rivolti alle istituzioni, Angelino Alfano aveva rotto il silenzio dribblando però le denunce del Sap: “Non è un problema di fare la pace, io ho massima considerazione per il suo stato di salute – è stata la posizione del ministro dell’Interno, rispondendo a un cronista che gli chiedeva se sarebbe andato a trovare in ospedale Tonelli – altre considerazioni di natura professionale appartengono ad un altro ambito”.

A Tonelli, colpito già da una pena pecuniaria per aver indossato una presunta maglietta della Polizia a In mezz’ora su Rai 3, la Procura di Roma contesta i delitti di concorso in interruzione di pubblico servizio e in abbandono del posto di servizio nonché la contravvenzione per pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico, in qualità di concorrente morale, promotore e organizzatore.

A tre operatori di polizia, invece, dovranno scrollarsi di dosso anche la falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.