“Ecco cosa mi è successo con mezza pastiglia di ecstasy”

ospedale“Ecco cosa ho passato per mezza pastiglia di ecstasy”: la testimonianza di Giorgia, 34 anni, che ora gira nelle scuole per avvertire i ragazzi sui pericoli delle droghe – GUARDA IL VIDEO di primocanale

Che cos’è l’ecstasy?

L’ecstasy è chiamata Mdma o 3,4 metilenediossimetilanfetamina, l’Mdma agisce soprattutto sulla serotonina, una sostanza del nostro cervello che interviene sull’umore, sul sonno e sull’appetito. Fa parte di una famiglia di droghe che comprende l’anfetamina e la mescalina. Secondo analisi svolte su pasticche sequestrate, molte di esse non contengono Mdma, alcune contengono Lsd, anfetamina, Mda e ketamina, altre non presentano alcun tipo di droga.
L’ecstasy è attualmente diffusa in maniera epidemica soprattutto nelle discoteche. Viene impiegata per sopportare lo stress di una notte a elevato contenuto di decibel e favorire la socializzazione e disinibizione. “Entactogeno” o “empatico”, l’ecstasy promuove atteggiamenti di socievolezza, intimità, letizia, euforia, le sensazioni vengono intensificate, sembra di riuscire a capire meglio gli altri, è come se le barriere sparissero insieme alle inibizioni, ma questi effetti dipendono dal consumo e dalla personalità del soggetto.
Terminato l’effetto della sostanza si ha una fase down di astenia e apatia che taluni ricercano come ulteriore forma di piacere, a volte addirittura preferibile a quello della fase maniacale eccitatoria. Le cosiddette “morti del sabato sera” trovano nel consumo di ecstasy e nelle conseguenti alterazioni delle percezioni, una delle principali concause. L’ecstasy si presenta solitamente sotto forma di compresse o capsule colorate, non si sa mai cosa ci sia veramente dentro, in ogni caso sono tutte prodotte in laboratorio.

Quali conseguenze?

Gli effetti dell’ecstasy variano da persona a persona, l’Mdma agisce dopo 20/40 minuti dall’assunzione della compressa e raggiunge il massimo effetto dopo 60/90 minuti.
L’ECSTASY AGISCE A LIVELLO:
  • neurochimico
  • psicofarmacologico
  • psicopatologico
  • di funzioni biologiche di base e delle reazioni immunitarie
Dopo l’assunzione di ecstasy i soggetti presentano acutamente un difetto del neurotrasmettitore 5-ht, per deplezione, impossibilità di recupero, difetto di sintesi a livello dei neuroni; sono coinvolte le regioni del cervello della memoria (ippocampo) e del ragionamento (corteccia cerebrale). In queste regioni la perdita di 5-ht si associa ad ischemia ed eventualmente a necrosi ischemiche del tessuto cerebrale. L’effetto neurochimico-vascolare dell’ecstasy è reversibile in alcune ore se non si ripete l’assunzione; nei consumatori cronici le alterazioni neurochimiche appaiono definitive; sperimentalmente l’ecstasy induce la perdita dei neuroni attivando la loro “morte fisiologica” (apoptosi). – INFORMATI SU VILLAMARAINI