Il caso Assarag: quando la parola di uno stupratore vale più di quella della Polizia Penitenziaria

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Da una parte c’è un detenuto che ha accusato di essere stato più volte malmenato dalla polizia penitenziaria in carcere, ha mostrato lividi e anche registrazioni foniche con un registratore fatto entrare di nascosto nella casa circondariale di Torino e in altri penitenziari.
Dall’altra c’è la polizia penitenziaria che accusa tale detenuto di continue aggressioni ai danni degli agenti, tant’è che il detenuto vanta ben 40 procedimenti disciplinari a suo carico e il trasferimento in ben 11 carceri diverse.
In questi casi si usa dire “E’ la mia parola contro la tua”. Già, la parola di Rachid Assarag, il detenuto in questione, contro quella della polizia penitenziaria. A chi credere?
Qualche elemento potrebbe suggerirlo, poi vi diremo da che parte ha scelto di stare la stampa, influenzano in questo modo l’opinione pubblica.
Rachid Assarag è uno stupratore, condannato a 9 anni e 4 mesi per aver violentato due ragazze ventenni per sette ore consecutive, nel 2008. L’ultima aggressione ai danni di agenti di custodia è molto recente, risale a pochi giorni fa: l’8 marzo. E’ avvenuta all’interno del Padiglione A della quinta sezione della Casa Circondariale “Le Vallette” di Torino. Come si legge nel comunicato del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe: “Martedì sera 8 marzo, verso le 20, ha aggredito proditoriamente e senza alcuna ragione i due Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nel citato Padiglione: questo perché pretendeva di uscire, si lamentava di tutto, non vorrebbe stare in carcere e durante alcune operazioni di rito ha aggredito con calci e pugni gli Agenti preposti nella sezione, poi accompagnati presso il nosocomio “Maria Vittoria” di Torino per le cure del caso. A loro va la solidarietà e la vicinanza del SAPPE, ma è inaccettabile che sempre questo detenuto si renda responsabile di atti di violenza contro i poliziotti penitenziari, a Torino ed in ogni altro carcere è ristretto”.
Torino è l’ultima, finora, tappa di Rachid Assarag, che ha già fatto visita alle carceri di Milano, Parma, Prato, Firenze, Massa Carrara, Napoli, Volterra, Genova, Sanremo, Lucca e Biella. Trasferito sempre per motivi disciplinari.
Secondo il sindacato, Assarag spadroneggia all’interno degli istituti carcerari in quanto persuaso da un senso di impunità dovuto alle sue denunce.
Quali denunce? Assistito dall’avvocato Fabio Anselmo, noto per essere il legale delle famiglie Cucchi, Uva e Aldrovandi, Assarag ha denunciato alcuni agenti di custodia del carcere di Parma, ma la sua denuncia è stata archiviata in quanto non sono state trovate prove della colpevolezza degli imputati. Lo stesso Sappe specifica che “le sue denunce sono però state archiviate dai giudici”. Nonostante questo, Rachid resta tuttora “Lo stupratore picchiato dalle guardie”, come recita un titolo di una testata on line. Complice alcune registrazioni e un servizio della trasmissione “Le iene”.