Incidenti stradali: il risarcimento diventa un’utopia

incidente sulla a21 a Manerbio

Ottenere il risarcimento del danno in caso di incidente stradale sarà un vero e proprio colpo di fortuna: le nuove norme, attualmente in discussione in Parlamento insieme al pacchetto “Concorrenza”, nel tentativo di dare man forte alle assicurazioni e ridurre le spese per gli indennizzi, finiscono per comprimere irrimediabilmente un diritto che già, nei fatti, le compagnie rispettano raramente.

In buona sostanza, chiunque subirà un sinistro stradale avrà l’obbligo di effettuare la relativa denuncia alla propria compagnia entro 3 giorni, indicando tutti i testimoni presenti sul luogo. Se non ne fornirà, in tale sede, le generalità non potrà più chiamarli a deporre nel corso di un eventuale e successivo processo. E ciò a prescindere dal fatto che il danneggiato ne non sia, in prima battuta, riuscito a recuperare i nomi.

Il che significa, a conti fatti, che verrebbe a mancare la prova della responsabilità del sinistro o delle conseguenze dannose derivate dall’incidente. Come ben noto, infatti, il nostro processo civile si basa sul principio dell’onere della prova a carico di chi agisce: se non viene fornita la dimostrazione dei fatti che si assumono avvenuti, l’attore perde il giudizio. Non solo: egli non potrà mai più azionare la stessa causa per le medesime richieste, posto il principio (anch’esso un cardine del processo) del cosiddetto “ne bis in idem” (non si possono instaurare due cause per accertare il medesimo diritto) e del “giudicato” (una volta divenuta definitiva la sentenza, non può più essere messa in discussione).

Si tratta di una vera trappola per gli assicurati i quali sono spesso privi di conoscenze legali, specie in materia di processo e preclusioni: non poche volte, infatti, essi attendono di rivolgersi all’avvocato per muovere i primi passi o, magari, lo fanno dopo aver già parlato con la propria compagnia per una prima richiesta bonaria di risarcimento. In tali casi, il danneggiato, che potrebbe essere all’oscuro dell’obbligo di indicare i testimoni sin dalla denuncia di sinistro – spesso fatta telefonicamente a tramite qualche call center delocalizzato – finirebbe per pregiudicarsi la possibilità di un eventuale ricorso al giudice. Non ci sarebbe inoltre modo, per lui, di invocare l’ignoranza della legge e, alla fine, la stessa assicurazione sarebbe disincentivata dal riconoscergli il risarcimento ben sapendo che, in un’eventuale causa, il consumatore non avrebbe le prove che gli consentirebbero di vincere.

A “salvarsi” dalla tagliola sono solo i sinistri con danni alle persone, per i quali l’obbligo di indicare i testimoni non sussiste.