Occhio a quella clausola nascosta. Così la banca ti frega

soldibancaIl tasso scende, il mutuo no. La mossa di Mario Draghi spingerà ulteriormente verso il basso l’Euribor, che ormai viaggia in territorio negativo da circa un anno. L’indice a cui è collegata la maggior parte dei finanziamenti con interessi variabili è attualmente a -0,30% sulla scadenza mensile e a -0,23% su quella trimestrale. I valori a inizio gennaio erano rispettivamente -0,21 e -0,13. Chi ha sottoscritto un prestito indicizzato per l’acquisto della casa, però, potrebbe avere una brutta sorpresa. Malgrado il bazooka del presidente Bce, che ha nuovamente tagliato i tassi e inondato di liquidità le banche, la probabilità che la rata del finanziamento rimanga invariata è elevata.

La matematica non lascerebbe dubbi. Gli interessi del mutuo variabile si calcolano sulla somma tra lo spread applicato dalla banca e l’indice di riferimento, solitamente l’Euribor. Se quest’ultimo va sottozero, invece di addizionare bisogna sottrarre, con conseguente riduzione del tasso finale.

Come è possibile, dunque, pagare la stessa rata? La spiegazione ha molti nomi: tasso minimo, soglia zero, floor. Ma la sostanza non cambia. Si tratta di una trappola escogitata dalle banche per difendersi dal crollo dei rendimenti.