Mamma abbandona figlio di 8 anni in ospedale: «Tenetelo voi, è troppo maleducato»

1609876_haven11n_1_webQuella “piccola peste” era diventata ormai ingovernabile per i suoi canoni di esigente genitrice: troppe le “monellerie” commesse per pensare di tenerlo ancora con sé. Così Kathy Sherrer non ci ha pensato due volte e, appena si è presentata l’occasione più propizia, ha deciso di abbandonare il figlio, “scaricandolo” come un pacco postale all’esterno di un ospedale. Rintracciata dalla polizia, la donna ora, per il suo gesto, rischia sei anni di carcere.

L’episodio è accaduto nello Utah, Stati Uniti, e precisamente al Jordan Valley Medical Center di West Jordan, dove, subito dopo essere stato ripudiato e lasciato solo soletto davanti all’entrata principale dell’istituto, il bimbo, otto anni, è stato preso in consegna da un impiegato addetto all’accoglienza che l’ha immediatamente affidato alle autorità competenti. Su una tasca dei pantaloni, il piccolo portava un biglietto, redatto dalla mamma, con questa scritta: “Sono una buona madre, ma è troppo maleducato. Tenetelo voi”.

Trentasei anni, separata e con altri tre figli a carico, sentendosi protetta dalla legge, la Sherrer pensava che quella fosse la migliore delle soluzioni: “La cosa che stavo cercando di fare – ha spiegato in un’intervista ad ABC 4 Utah – era aiutarlo. Lui era fuori controllo: si abbassava i pantaloni in pubblico e mi insultava. Credevo che le norme mi consentissero di darlo in cura a chi se ne sarebbe potuto occupare meglio di me”.

Purtroppo per lei, invece, non era e non è così e adesso, infatti, potrebbe pagare a caro prezzo la sua sventatezza: accusata anche di aver colpito il bambino con un cucchiaio e di avergli procurato un grosso livido, la donna, a cui la legislazione dello Utah avrebbe permesso esclusivamente di lasciare temporaneamente il figlio in un’apposita stanza detta d’emergenza fino a un massimo di 24 ore, potrebbe finire dietro le sbarre per abbandono e abuso di minore.

Decisamente meglio, invece, è andata alla sua “piccola peste”, che, dato in affidamento, si trova già in casa della sua nuova famiglia.

Fonte: Il Messaggero
14/3/2016