ROBERTA RAGUSA: ARRIVA LA SVOLTA! AVEVA SCOPERTO TUTTO, ECCO COSA LE HANNO FATTO DAVVERO!!

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Può essere la data che consegna all’archivio dei casi irrisolti, senza processi, né colpevoli, una delle storie più misteriose degli ultimi anni.

Così come può rappresentare un passo decisivo verso un giudizio in Corte d’Assise per reati che valgono l’ergastolo. Arrivato al bivio della Cassazione il caso Ragusa non prevede sfumature.

Delle due l’una: o non ci sono le condizioni per arrivare a un processo o si torna alla valutazione della richiesta di rinvio a giudizio.

L’udienza. Giovedì a Roma i giudici della prima sezione penale della Cassazione esamineranno i cinque ricorsi contro la sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal Gup, Giuseppe Laghezza il 6 marzo 2015 nei confronti di Antonio Logli.

Per il 53enne elettricista della Geste la Procura pisana aveva chiesto il processo per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Quello della moglie, Roberta Ragusa, 49 anni da compiere il 21 marzo, sparita nella notte tra il 13 il 14 gennaio 2012 dalla sua casa in via Dini a Gello. Volatilizzata senza alcun segnale di esistenza in vita o almeno di contatto con i due figli.

Causa iscritta a ruolo. La Suprema Corte inizierà a affrontare le cause alle 9 del mattino. Il caso Ragusa è stato iscritto a ruolo con il numero 26. Una collocazione nella scaletta giornaliera che prevede l’esito in serata o al massimo venerdì mattina.

I cinque ricorsi. Alla Procura pisana e quella generale di Firenze si aggiungono i ricorsi contro il proscioglimento delle tre parti civili rappresentate dagli avvocati Nicodemo Gentile per l’associazione Penelope; Gaetano Turcio per cugine e cugini tra Pisa e Lucca; Enrico Maria Gallinaro per gli altri parenti romani. Tutti vogliono l’annullamento della sentenza che con la formula «il fatto non sussiste» ha sollevato Logli dalla prospettiva di un processo.

Le ipotesi. Nel caso in cui la Suprema Corte dovesse respingere i ricorsi, il marito di Roberta non affronterebbe un nuovo esame davanti al Gup per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.

A livello di indagini, solo in presenza di fatti nuovi tra ulteriori testimoni o ritrovamento del corpo, la magistratura potrebbe rimetterlo al centro di accertamenti.