Emergenza vs. garanzia

giustizia-magistratura
Sicuramente sarà stato di notevole interesse il dibattito svoltosi fra magistrati e giuristi sulla prevenzione e repressione del terrorismo islamico di cui ha dato conto nei giorni scorsi un articolo di Donatella Stasio sul Sole 24 ore, e ieri l’Unione Camere Penali con un comunicato firmato da presidente e segretario – avvocati Beniamino Migliucci e Francesco Petrelli – dell’organismo che raccoglie i penalisti. Dal resoconto del quotidiano confindustriale emerge una differenza di valutazione fra il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, e il procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, che tende a valorizzare di più, rispetto al procuratore torinese, il ruolo degli apparati di intelligence e la raccolta di informazioni su un fenomeno qualitativamente diverso e ben più pericoloso del terrorismo conosciuto nel nostro paese negli anni Settanta. Naturalmente il problema si pone rispetto alla novità del fenomeno e alla necessità, più o meno avvertita, di non restringere ulteriormente le garanzie in nome dell’emergenza. Dibattito purtroppo non nuovo. Esattamente come le parole di un giurista, Massimo Donini, docente di Diritto penale, quando mette in guardia dal rischio che, divenendo uno strumento di lotta, la magistratura perda il suo di imparzialità a garanzia di tutti. Siamo così al cuore della questione, non solo per quel che riguarda il terrorismo islamico. Il problema è che la questione in Italia è dibattuta da decenni.

Roma, 17 marzo 2016

fonte IlFoglio